Il regista Jeff Nichols con “The Bikeriders” ci porta nel cuore pulsante di un club motociclistico degli anni ’60. Ispirandosi a un libro fotografico di Danny Lyon, Nichols confeziona un tributo appassionato alla vita on the road. La regia, precisa e attenta ai dettagli, trasmette l’essenza di un’epoca con una potenza visiva straordinaria e la cinematografia di Adam Stone, altrettanto pregevole, cattura paesaggi polverosi e volti segnati dal tempo con una bellezza cruda e sincera.

Kathy è l’io narrante femminile di questa storia prevalentemente maschile. È lei che racconta al fotoreporter Danny – interpretato da Mike Faist, reduce dal grande successo di “Challengers” – la storia del marito Benny (Austin Butler) e dei Vandals. Jodie Comer, Austin Butler e Tom Hardy sono un trio che brucia l’asfalto. La Comer, con la sua Kathy, offre una performance che è un cocktail di forza e vulnerabilità. Ma è Austin Butler a bucare lo schermo. Dopo il trionfo in “Elvis”, Butler si reinventa completamente come Benny, un uomo di poche parole, ma dallo sguardo magnetico. Il suo fascino è diverso da quello dei grandi divi come Johnny Depp, Marlon Brando o James Dean, ma evoca la stessa intensità. Nonostante l’eccezionale carisma di Tom Hardy nei panni di Johnny, il leader del club, è impossibile ignorare l’aura travolgente di Butler.

In “The Bikeriders”, il focus è tutto sugli outsider, su coloro che cercano di uscire dalla società perché non si sentono né vogliono essere parte di essa, decidendo così di crearne una propria, con nuove regole e codici a cui attenersi. Forse non avevamo bisogno di un altro film sul tema, soprattutto se consideriamo il ritmo lento, meditativo e con introspezioni che a volte sembrano troppo diluite. Eppure, c’è un fascino innegabile nella sottocultura ribelle descritta nel film. Nichols ci trascina in un mondo crudo e autentico, dove la libertà ha un prezzo e la lealtà è tutto. È un ritratto potente di chi vive ai margini, di chi sceglie una strada diversa non per moda, ma per necessità di identità. “The Bikeriders” non è un film mainstream, ma è pensato per chi è disposto a immergersi in una narrazione capace di offrire uno sguardo incuriosito e affascinato su una fetta di America molto spesso trascurata.

Camilla Golia