Alice nella Città compie vent’anni. Il festival cinematografico diretto da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, sezione autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma, è da sempre uno spazio pensato e dedicato alle giovani generazioni, così che possano maturare interesse verso le tecniche, i temi e i linguaggi che caratterizzano la grammatica filmica contemporanea, coltivando sin dall’infanzia la propria cultura cinematografica. La manifestazione conta ben dodici film internazionali in gara, molti dei quali accomunati dal raccontare i riti di passaggio che accompagnano i ragazzi verso l’età adulta, mettendo in luce tematiche quali l’identità di genere o la scoperta della propria sessualità. Il cinema inteso, insomma, come strumento educativo alla vita. Tanti i luoghi interessati dall’evento, che ha il suo cuore pulsante nell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ma cerca di penetrare anche in altre iconiche location della Capitale come l’EUR, Campo dei Fiori o il Pigneto. Tra i vari lungometraggi in concorso ricordiamo titoli internazionali come “Armageddon Time” di James Gray, “Maternal” di Pilar Palomeno, “Close” di Lukas Dhont, ma anche l’italiano “Il Cerchio”, documentario di Sophie Chiarello. Trova spazio anche il cinema di genere nella rassegna, con il lungometraggio horror “Piggy” di Carlota Pereda presente all’interno della categoria fuori concorso. All’interno della sezione “Panorma Italia”, che vede otto film in concorso e cinque proiezioni speciali, è presente anche un filone di film al femminile, tra i quali si citano “Le ragazze non piangono”, opera prima di Andrea Zuliani, “Backlash” di Léa Clermont-Dion e Guylaine Maroist oppure “Primadonna” di Marta Savina. Anche la musica trova spazio nella selezione di Alice nella Città: viene presentato, ad esempio, un documentario autobiografico di Giorgio Testi sulla vita di Mahmood, ma anche un film sul celebre trio di musica elettronica Moderat, girato da Elisa Mishto, compagna del frontman berlinese Sascha Ring. All’interno della rassegna sono presenti anche una serie di incontri e masterclass con celebrità e professionisti dell’audiovisivo, tra i quali si annoverano Russel Crowe, che presenterà il suo nuovo film “Poker Face”, Paul Mescal, protagonista della serie “Normal People”, Charlotte Wells ed Emma Marrone, reduce dal suo primo ruolo dietro la macchina da presa. Viene presentato anche un restauro di uno dei film meno noti di Damiano Damiani, adattamento cinematografico del romanzo di Elsa Morante, “L’isola di Arturo”. La rassegna valorizza anche le forme brevi, dedicando parte della propria rassegna a sedici cortometraggi (di cui sette stranieri) proiettati all’Auditorium della Conciliazione a partire dal 13 ottobre e per i tre giorni successivi. Verrà dato anche l’opportuno spazio ad un focus sul cinema d’animazione. Nella ventesima edizione del festival viene istituito anche il “Premio Corbucci” dedicato al grande regista italiano, pensato per quei film che non hanno alle spalle la struttura produttiva necessaria per uscire sul circuito cinematografico nazionale, garantendo una distribuzione adeguata all’opera vincitrice. Un programma, insomma, ricchissimo di eventi capaci di attrarre un pubblico eterogeneo, per quanto Alice cerchi comunque di coinvolgere principalmente un pubblico di giovani. E sicuramente ci sta riuscendo, dato l’alto numero di prenotazioni da parte di istituti scolastici romani, un chiaro segnale positivo di ripartenza per tutto il settore dopo la lunga chiusura delle sale a causa della pandemia.

Gioele Barsotti