«Ettore…per lui vengo ora alle navi dei Danai, per riscattarlo da te, ti porto doni infiniti Achille, rispetta i numi, abbi pietà di me pensando al padre tuo». C’era una volta un re di Troia, chiamato Priamo, che, pur di riavere la restituzione del corpo del figlio morto in duello, fu costretto a recarsi di nascosto alla tenda del nemico Achille, assassinio del suo caro Ettore, per garantirgli una degna sepoltura scongiurando l’onta del disonore. Considerata non solo come un valore basilare della cultura greca, la sepoltura è un tema molto presente nell’epos, nel teatro greco, in particolare in quello “umanista” di Sofocle, e nei racconti dei paesi appartenenti a quella che una volta era definita Magna Grecia.

Centrale, anche, nella pellicola “Amare Amaro” , diretta da Julien Paolini, che è, per la precisione, proprio un adattamento della tragedia “Antigone” di Soflocle. Ambientato in un piccolo paese della Sicilia, “Amare Amaro” è il dramma umano del panettiere Gaetano Laurnardin, soprannominato dagli abitanti del posto il “francese”, per sottolineare la sua diversa origine e la sua estraneità quasi “barbara” rispetto alla città, la cui Sindaca di nome Enza, coadiuvata dal Maresciallo dei Carabinieri, interpretato da Tony Sperandeo, nega la sepoltura del fratello Giosuè nel cimitero del paese accanto alla madre Carmela Pagano perché reo di aver ucciso tre persone nel bar.

Molte, chiaramente, sono le similitudini del racconto filmico con la tragedia di Sofocle: a partire dalla trama (i due testi, nonostante il diverso genere di appartenenza dei protagonisti presentano notevoli somiglianze), dal dualismo (anche la pellicola è strutturata come un dittico, con una prima parte dedicata alla restituzione del corpo e una seconda, invece, alla sepoltura e si basa sulla contrapposizione tra le leggi umane e quelle divine, tra stato-cittadino), fino a giungere ai temi affrontati (in primis, quello della sepoltura, poi quello dell’umanesimo e del protagonismo dell’eroe, dotato di una propria visione etico-religiosa in contrasto con le leggi divine e della “coerenza sofoclea”, ed, infine, il tema dell’infelicità, rappresentato dallo sventurato epilogo, a mo’ di punizione della tracotanza umana che accomunano le coppie Antigone-Emone e Gaetano-Anna, colpevoli di aver rispettato le leggi divine incuranti di quelle umane).

La pellicola, ricca di pathos e di valori etico-religiosi, con primissimi piani di icone della religione cattolica come le croci, con un climax di violenza, è una produzione franco-italiana, che ha partecipato al Taormina Film Fest e al Festival Polar de Cognac, dove ha vinto il Grand Prix come miglior film poliziesco. Disponibile su Prime Video grazie a 102 Distribution.

Alessandra Alfonsi