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Amy Sherman-Palladino pensa ad un sequel di “Gilmore Girls”, ma ne varrà la pena?

Amy Sherman-Palladino, creatrice della serie di successo planetario Gilmore girls – Una mamma per amica e di La fantastica signora Maisel ultimamente si è confessata con nientemeno che il New York Times in merito al suo ultimo lavoro, la quarta stagione di Mrs. Maisel che – salvo ritardi causa Coronavirus – dovrebbe approdare quest’anno su Prime Video. La serie, una commedia un po’ drammatica e un po’ musical, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, vede protagonisti, come il precedente successo della regista televisiva, moltissimi attori e situazioni, oltre ad una casalinga interpretata da Rachel Brosnahan, che decide di avventurarsi nel mondo dello spettacolo. Proprio in virtù del discorso ‘cast corale’, la Sherman-Palladino in occasione del ventennale di Gilmore Girls, che conta 8 stagioni prodotte – se includiamo A year in the life, miniserie sequel uscita nel 2016 su Netflix e composta da 4 episodi dal respiro più cinematografico -, ammette che è molto tentata dal riprendere in mano proprio la materia che l’ha resa famosa:

«Il bello delle storie familiari è che c’è sempre qualche nuovo spunto da narrare», ha rivelato Sherman-Palladino al New York Times. «Quello di Gilmore Girls non è un monster franchise! Non sono contemplate situazioni tipo ‘Gli alieni sono arrivati in città’ oppure ‘Finalmente sappiamo chi ha ucciso Laura Palmer e quindi è la fine’ [ndr. evidentemente l’autrice non ha avuto tempo per aggiornarsi sui recenti sviluppi a Twin Peaks, nonostante abbia più volte citato la serie cult di David Lynch]. Quindi, per quanto mi riguarda non ci sarà mai una chiusura definitiva tra Lorelai e sua madre Emily, mai nella vita! E più Rory invecchia, più scopre la sua strada ed avrà la sua vita col suo bambino… Più tutto questo creerà qualche altro conflitto con mamma Lorelai. I contrasti, le storie e il viaggio non sono di certo il problema. Non ci sono particolari ostacoli in merito a un seguito, a parte le vite e gli impegni altrui. La miniserie Netflix è stato uno di quei momenti in cui stavamo tutti quanti a guardarci e dirci ‘Prendiamoci un po’ di mesi per stare di nuovo tutti insieme e ricordare perché eravamo pazzi gli uni per gli altri’. Ed è stata una esperienza meravigliosa. Penso che, se le tempistiche sono giuste e le ragazze sono dove dovrebbero essere nella loro vita, possa di nuovo accadere. Va solo trovato il tempo».

Ricordiamo che Lauren Graham (Perché te lo dice mamma, Un’impresa da dio e Babbo Bastardo), protagonista assoluta della serie nel ruolo di Lorelai, è stata anche produttrice della serie, quindi ha avuto più o meno possibilità di dare una direzione. Soprattutto in un momento in cui la creatrice Amy e il marito Daniel si erano assentati, anche per divergenze con la Warner Bros., la quale oltre a metterci soldi  permette ogni volta di ricostruire (quasi da zero) la cittadina di Star Hollow esattamente come dovrebbe essere. Sarà disposta a vestire quei panni ancora un’altra volta? Nelle ultime stagioni che sono state realizzate, sia lei che Alexis Bledel (The Handmaid’s tale, Mad Men, Sin City) hanno chiesto cachet sempre più importanti, quindi i soldi sono l’altro problema, non solo le tempistiche.

I fan di Gilmore girls possono essere molto in disaccordo, soprattutto per la piega più realistica e drammatica che la serie ha preso a partire dalla sua terzultima stagione e per le scelte infantili di vita della non più tanto giovane Rory Gilmore, ma siamo abbastanza certi, soprattutto alla luce del finale di A year in the life, che sarebbero curiosi di conoscere gli sviluppi della vita sempre più vera e un po’ meno “casa delle bambole” delle ragazze Gilmore. Questo è ciò che il web e i fan di Gilmore girls chiedono da anni a gran voce: un altro sequel. Al momento, quindi, si parla di progetti astratti e basta, ma certamente non impossibili dato il vasto interesse a livello globale. D’altro canto, per chi ha visto bene l’intera opera, viene da chiedersi cosa ci sia da raccontare ancora di così entusiasmante da far partire un nuovo ciclo narrativo. Il nonno Richard (Edward Herrmann) è ormai morto, Kelly Bishop (Wonder boys e Dirty Dancing – Balli proibiti) probabilmente direbbe anche di sì per tornare ad interpretare l’amabile e al contempo odiosa nonnina Emily, ma inizia ad avere i suoi 76 anni sulle spalle! Melissa Mccarthy è ormai lanciatissima e impegnata nella sua carriera hollywoodiana. Il finale di quell’ultima miniserie, pur avendo deluso molti, oltre ad esser un bel colpo di scena, chiudeva perfettamente un cerchio. Ormai le Gilmore girls sono diventate entrambe delle Gilmore moms e potrebbe non essere esattamente piacevole… Ricordate il disastro, per lo meno a livello di critica, accaduto quando fecero un film, e poi un altro ancora, di Sex and the city, vero?

Furio Spinosi

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