HIGHLIGHTS Libri

“Attenzione dischi volanti!”. In libreria, il nono volume di “Il cinema di fantascienza”

“Il cinema di fantascienza” è l’ambiziosissimo progetto editoriale curato da Luigi Cozzi per Profondo rosso editore che abbiamo seguito dal primissimo volume uscito nel 2005, in certo senso un reboot delle prime edizioni uscite per Fanucci. Dopo La nascita del cinema di fantascienza (1895-1919), Gli anni d’oro del cinema di fantascienza (1920-1929), L’orizzonte perduto del cinema di fantascienza (1930-1939), Sul sentiero dei mostri atomici (1940-1941), Il cinema di fantascienza tra Batman… Superman e le crociere siderali (1942-1944), Il cinema di fantascienza e l’atomo infinito (1945-1947), Frankenstein contro Superman (1948), La porta sui mondi (1949), arriva in libreria Attenzione dischi volanti! Ne abbiamo parlato con l’autore, Luigi Cozzi, regista, saggista e massimo divulgatore italiano di fantascienza.

Con “Attenzione dischi volanti!”, nono attesissimo volume del mastodontico progetto “Il cinema di Fantascienza”, entri nel vivo della stagione d’oro del genere, trattando il glorioso 1950. Cosa significa questo preciso anno per la fantascienza?
Diciamo che con il volume sul 1950 il cinema di fantascienza compie un passo importante, direi quasi fondamentale, perché in quest’annata comincia la sua epoca moderna, quella che nel giro di vent’anni ci condurrà dritti a 2001: Odissea nello spazio, il capolavoro assoluto di questo genere cinematografico e fino a oggi insuperato, e che in meno di un trentennio vedrà anche, con il trionfo commerciale di Guerre stellari, l’esplosione di questo tipo di cinema presso le grandi platee mondiali nonché, per via dell’utilizzazione dei computer, l’inizio di un’altra sua fase basilare. Nel complesso, quella del 1950 è dunque un’annata straordinariamente significativa e degna di attenzione, anche se nel corso dei suoi dodici mesi non si vedono film realmente notevoli, a parte forse Bandiera gialla e Uomini sulla luna, la cui importanza però è più storica che artistica.

Quali sono da un punto di vista storico-produttivo i motivi di un simile exploit? Anche la televisione conferma di voler procedere nella stessa direzione tracciata al cinema…
La guerra è finita con le due esplosioni atomiche sul Giappone che, insieme alla pioggia di V-1 e V-2 cadute su Londra e ai primi aerei a reazione nazisti, ha dimostrato a tutti che ormai il mondo è cambiato e tanti parametri sono enormemente mutati. In America nel 1947 ha preso avvio anche il fenomeno di massa degli avvistamenti dei dischi volanti… Insomma, il mondo che c’era prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale non esiste più e nuovi orizzonti si sono schiusi. Ci sono i missili, le bombe atomiche, i dischi volanti…
Le giovani generazioni nelle nazioni più evolute cominciano a sognare non più i cow-boy e gli indiani, ma tutte queste nuove cose e non a caso, Howard Hawks si decide a mettere in lavorazione La Cosa da un altro mondo proprio nel corso del 1948, mentre lo stesso fa contemporaneamente George Pal prendendo a progettare il suo Uomini sulla luna. Il primo film arriverà su tutti gli schermi nel 1951, il secondo lo precederà nel 1950, inaugurando una nuova epoca anche per il cinema.

Vengono prodotti titoli come Minaccia atomica, RX-M – Destinazione Luna, Estremamente pericoloso o Il mistero del V3, per citarne alcuni, ma non siamo ancora dalle parti dei capolavori di Jack Arnold e William Alland. Credi sia un punto di vista giusto oppure i titoli prodotti nel 1950 sono soltanto meno famosi di quelli che usciranno da lì ad un paio di anni?
Bisogna sempre tenere presente che i film richiedono spesso due o tre anni di progettazione prima di arrivare sugli schermi, specie le pellicole più ambiziose e innovatrici. Infatti i due primi, grandi film di fantascienza dal punto di vista artistico (La Cosa da un altro mondo e Ultimatum alla Terra) arrivano sugli schermi insieme solo nel 1951, anche se sono stati in fase di progettazione fin dal 1948. Diciamo quindi che nel 1950 era ancora troppo presto per aspettarsi quelle opere pienamente mature dal punto di vista sia qualitativo che fantascientifico, opere notevoli che invece sono arrivate finalmente nel corso dei primi mesi del 1951.

Per completezza includi anche Totò sceicco e il poco noto La BisArca: sarebbe interessante capire l’origine di queste contaminazioni tra la commedia e la science-fiction…
Totò sceicco si rifà in parte a un film americano uscito all’inizio di gennaio del 1949 e diventato popolare anche in Italia, Atlantide, con l’allora celebre Maria Montez, mentre La BisArca si basa su una trasmissione radiofonica di successo. E quelle due pellicole comiche non si rifanno neppure alla fantascienza letteraria di quel periodo, che, mentre era già molto diffusa negli Stati Uniti, qui in Italia era invece ancora del tutto sconosciuta, dato che la collana Urania è apparsa solo nell’ottobre del 1952. In altre parole, nel nostro Paese nell’epoca di Totò sceicco e La BisArca l’unico tipo di fantascienza conosciuto era solo quello dei romanzi di Jules Verne e di H. G. Wells, ovvero risaliva alla fine del 1800.

L’appendice che apre il volume, in cui recuperi alcuni titoli di fantascienza realizzati dal 1940 al 1949, ma non inclusi nei volumi precedenti dell’enciclopedia, conferma la scientificità e la serietà del tuo approccio. In che modo lavori alla selezione dei titoli, considerata la labilità del genere e la mancanza di fonti bibliografiche complete?
La ricerca dei titoli è estenuante, se si calcola che mediamente mi servono almeno dieci ore consecutive al computer solo per esaminare tutti i dati e i siti che riguardano un certo film. Poi mi serve altro parecchio tempo ancora per ricercare, nella mia vasta biblioteca specializzata, frutto di più di cinquant’anni di vagabondaggi nelle librerie del mondo intero, tutti i testi che potrebbero trattare in un modo o nell’altro di quello stesso film. E infine, fatto anche questo, raccolti e appuntati tutti i dati necessari, posso procedere finalmente a stendere la scheda del film trattato. Poi moltiplicate tutto questo lavoro di ricerca e stesura per il numero dei film che tratto in ognuno di questi libri e…be’, credo che a questo punto vi possiate rendere conto da soli perché più di un libro di questo tipo all’anno o ogni due anni io non riesca proprio a fare. Ed è solo la passione, l’amore per questa materia che mi spinge a farlo, perché nel rapporto tra tempo impiegato e denaro guadagnato nel caso di questi volumi il risultato è spaventosamente deficitario. Ma non rinuncio lo stesso a proseguire a farli.

A titolo di esempio, mi ha molto colpito leggere il paragrafo dedicato a La cospirazione dei dannati di Mikhail Kalatozov, autore molto amato dalla critica per titoli come Quando volano le cicogne e Soy Cuba. Sono veramente in pochi a conoscere questa pellicola, non dico nemmeno ad averla vista…
Cerco sempre di essere il più completo possibile e quindi non c’è da stupirsi se a volte dai miei testi emergono film che nessuno ha mai visto o sentito nominare: è appunto questa una delle ragioni per cui continuo a scriverli. I film famosi, quelli li conoscono tutti, anche se pure di questi io cerco di riportare fatti e retroscena che invece sono spesso sconosciuti.

Puoi parlarci del piano dell’opera generale? Quali sono i limiti temporali che ti sei imposto per l’enciclopedia?
L’opera completa dovrebbe arrivare, con ogni anno trattato su un libro singolo, almeno fino all’oggi, al 2020, ma è ovvio che non ce la farò mai, dato l’età che ho (sono del 1947). Quindi, conto di andare avanti finché mi sarà possibile, poi spero che qualcuno voglia portare avanti il mio progetto. Se non ci sarà, non importa: sarò soddisfatto lo stesso di essere almeno riuscito a mettere sulla carta (credo infatti che i testi sui computer siano destinati a durare molto di meno) la storia completa del cinema di fantascienza fino al 1951…e dico 1951 perché proprio mentre sto scrivendo queste risposte alle vostre domande, ho quasi completato la stesura del nuovo libro sui quasi quaranta film di fantascienza (o quasi) usciti nel 1951, volume decimo di questa serie che uscirà certamente tra il prossimo settembre/dicembre. E poi…be’, poi chi vivrà, vedrà!

 

Condividi quest'articolo