HIGHLIGHTS Recensioni

“BOOK CLUB”, QUANDO LE SFUMATURE DI GRIGIO FANNO EFFETTO. FONDA, KEATON, BERGEN, STEENBURGEN GIOCANO CON L’ETÀ

L’angolo Michele Anselmi 

Facciamo due conti. Jane Fonda ha 81 anni, Diane Keaton 73, Candice Bergen 72, Mary Steenburgen 66, quindi non sono proprio coetanee, a parte la seconda e la terza. Ma al cinema tutto è possibile, verosimile, plausibile, e quindi godetevi “Book Club”, che, non a caso, porta come sottotitolo italiano “Tutto può succedere” (nelle sale da giovedì 4 aprile con Bim).
Costato appena 10 milioni di dollari, il film di Bill Holderman, già sceneggiatore del curioso “A spasso nel bosco”, ne ha incassati 70 solo sul mercato nord-americano, e vedrete che un po’ dovunque sarà un successo: perché è spiritoso, appena asprigno dietro la cornice romantica, prevedibile quel tanto che non guasta, soprattutto intonato a un certo pubblico agé, preferibilmente femminile, che ama rivedersi sul grande schermo per sorridere (moderatamente) di sé.
Il meccanismo è un po’ lo stesso di “Il club delle prime mogli”, 1996, e del resto anche lì c’era Diane Keaton ad animare la partitura corale. Vent’anni e passa dopo le attrici sono cambiate, non ci sono più mogli mollate che meditano vendette, il tempo ha accentuato le rughe e il girovita ma allegramente le quattro amiche di Los Angeles, leste a riunirsi una volta al mese per commentare un romanzo, affogano i dispiaceri in abbondanti calici di vino bianco.
Diane (Keaton) è vedova da un anno e le figlie premurose premono perché si trasferisca con loro in Nevada; Vivian (Fonda) è una ricca imprenditrice nel ramo alberghiero, assai “ritoccata”, che si porta ancora a letto uomini più giovani senza mai dormirci insieme; Sharon (Bergen) è una rassegnata giudice federale il cui ex coniuge si spupazza una biondona formosa; Carol (Steenburgen) vorrebbe che il marito, da poco pensionato e alquanto intristito, provasse ancora dell’attrazione fisica per lei.
Tutto cambia con la lettura di “Cinquanta sfumature di grigio”: il libro licenzioso riaccende i sensi e scardina le abitudini delle quattro donne, e a quel punto ciascuna di esse vivrà, a modo suo, una personale rinascita erotica e sentimentale. Inclusa la disinteressata Sharon, la quale teorizzava: “Se alla nostra età si facesse ancora sesso Dio non ci avrebbe ridotte così”.
Naturalmente il best-seller di E.L. James è solo uno spunto birichino, infatti la scrittrice britannica e suo marito Niall Leonard si prestano a una comparsata di sguincio. Perché, nel corso di 103 minuti, “Book Club” riunisce e separa le quattro “ragazze” insoddisfatte creando per loro inattese occasioni utili a rimettersi in gioco.
Andy Garcia, Don Johnson, Richard Dreyfuss e Craig T. Nelson sono i quattro uomini della partita, e almeno i primi due sono più giovani, quasi a rovesciare un certo stereotipo sull’età, di Jane Fonda e Diane Keaton.
Il film si lascia vedere volentieri, certo l’incipit è più frizzantino e irriverente con quei continui riferimenti al sesso appeso al chiodo, lo sketch del Viagra è parecchio scontato, pochi capiranno il sofisticato riferimento al documentario “La grotta dei sogni dimenticati” di Werner Herzog, mentre molti, tra gli anglofoni, ricorderanno la battuta “Shut Up and Kiss Me” (“Zitto e baciami”) che echeggia a un certo punto.
Non che sia stato doppiato male, “Book Club”, ma se lo trovate nei cinema la versione originale con i sottotitoli è davvero un’altra cosa, specie per la voce meravigliosa di Jane Fonda.

Michele Anselmi

Condividi quest'articolo