“Bridgerton” è tornato sul piccolo schermo di Netflix venerdì 25 marzo, portando con sé i segreti e i misteri che la nostra amata Lady Whistledown è nuovamente pronta a raccontare portando scompiglio nel cuore dell’alta società londinese. Lì dove, nella prima stagione, abbiamo visto sbocciare il travolgente e passionale amore tra la giovane Daphne Bridgerton e il tenebroso Duca di Hastings, oggi, ritroviamo i nostri intenti in una nuova ed emozionante “stagione dell’amore”. Anthony, l’affascinante, tenebroso, misterioso e soprattutto scapolo fratello maggiore della famiglia Bridgerton diventa il fulcro di questo nuovo viaggio, narrato – anch’esso – da Lady Whisteldown.
La seconda stagione di Bridgerton si apre con due certezze: il mondo a cui si fa riferimento, quello della nobiltà, fatto di balli, incontri con la Regina, giochi di seduzioni e tradimenti, silenzi e segreti, e la nostra amabile narratrice che con una penna particolarmente piccante continua a fare strage tra la nobiltà. Se la prima stagione raccontava della tenera Daphne e del suo amore con il Duca, questa seconda si concentra su Anthony e sulla ricerca della sua viscontessa.
In questa seconda stagione l’amore, la ricerca, il desiderio e l’essere donna nell’Ottocento sono nuovamente le solide basi per creare un racconto narrativo di successo di cui la Contessa Daphne Bridgerton diventa trait d’union tra le serie, una sorta di cupido, protettrice d’amore, consigliera di Anthony e dei fratelli più piccoli. Il modus narrandi è lo stesso, ma a cambiare sono i protagonisti e le loro storie anche se – per certi versi – ricalcano gli schemi e le dinamiche già viste in passato.
“Bridgerton” diventa una serie che – nonostante il periodo storico – strizza l’occhio ad un femminismo moderno che punta sulla libertà di scelta delle giovani donne della serie, il tutto incarnato nella giovane, testarda e soprattutto libera Eloise che, nonostante le pressioni della famiglia e della società, sceglie liberamente i suoi passi, le sue amicizie e soprattutto la sua necessità di amore. Sono tante, tantissime, le donne che vivono all’interno di questa serie intrecciando le loro storie e raccontando sé stesse allo spettatore grazie alle irriverenti e ironiche parole di Lady Whistledown.
Questa seconda stagione di “Bridgerton” continua ad essere una piacevole narrazione in cui si sorride, si riflette, si patisce e – talvolta – ci si commuove. Nonostante un racconto fin troppo simile alla precedente stagione, quest’ultima storia si dimostra interessante grazie a numerosi spunti di riflessione: il rapporto uomo-donna, la figura della donna all’interno della società e le relazioni familiari. Nonostante non ci siano grandi colpi di scena, anzi tutto sembra essere molto prevedibile, questo secondo capitolo risulta una buona panacea ai pensieri del vivere.

Flavia Arcangeli