C’era una volta il sistema sanitario nazionale. E c’erano una volta anche i calabresi. Perché, come denunciato dal documentario “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando” la chiusura di ben diciotto ospedali in Calabria, tra cui quello di Cariati, per i tagli previsti dal piano di rientro, ha causato l’aumento del tasso di mortalità. Un massacro, secondo il regista. E con il Covid, in piena pandemia, la situazione si è ancora di piu esasperata.

“C’era una volta” è un drammatico documentario di denuncia: ben fatto, corale, naturalmente irriverente e coraggioso da sembrare una vera tragedia greca ambientata proprio nei luoghi di quella che un tempo fu la Magna Grecia. Perché tragico è lo stato di salute in cui versa il sistema sanitario nazionale, soprattutto quello calabrese. E catartica è la denuncia del documentario. Diretto da Federico Greco, l’opera offre una perfetta e lucida analisi dell’attuale sistema nazionale ripercorrendo le tappe della sua creazione e del suo smantellamento, auspicando soprattutto la riapertura dell’ospedale di Cariati.

Il suo incipit è affidato ad un sermone che Salvator Allende tenne davanti all’Assemblea dell’Onu sui diritti umani perché nella visione del regista esiste una correlazione tra gli omicidi di massa perpetuati nei paesi Sudamericani e gli attuali tagli al sistema sanitario che stanno ledendo il diritto alla salute dei cittadini, come tutelato da molti dettati costituzionale.

Infine, le voci autorevoli di personaggi del panorama artistico internazionale, come il regista Ken Loach e il musicista Rogers Waters dei Pink Floyd, contribuiscono a corroborare la denuncia della privatizzazione del sistema sanitario, soprattutto l’estensione delle logiche del pareggio nella sanità con la globalizzazione dell’economia. Non mancano poi scene toccanti come quelle rappresentate dai primi piani delle carezze che gli infermieri riservano ai solitari malati di Covid. Un dramma nel dramma.

Alessandra Alfonsi