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Cinque eroi immortali lottano per il Bene, ma… Che ci fa Luca Marinelli?

L’angolo di Michele Anselmi
Che ci fa il nostro Luca Marinelli nel film Netflix “The Old Guard”? Sì, lui: “lo Zingaro” di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, il Milton di “Una questione privata”, il Fabrizio De André di una fortunata fiction biografica, il Martin Eden del recente film di Pietro Marcello. Fa un crociato immortale, un guerriero cristiano forse di origine italiane benché ribattezzato Nicky, che arriva dal XIII secolo; e il bello è che ha trovato la sua metà in un coevo nemico musulmano, Joe, col quale oggi fa coppia fissa in una romantica storia d’amore omosex.
“The Old Guard” è un titolo fedele e ironico allo stesso tempo. “La vecchia guardia” in questione è un quartetto di raddrizzatorti, una specie di supermercenari della Buona Causa, che da secoli prova a rimettere le cose a posto là dove trionfa il Male, anche se le cose stanno peggiorando sul pianeta. L’immortalità è la loro forza e insieme la loro maledizione. Li comanda Andy, ossia Andromaca di Scizia, un’amazzone-regina sulla piazza da seimila anni che vide scomparire nei flutti del mare la sua più fedele compagna all’epoca della caccia alle streghe. Poi ci sono i suddetti Nicky e Joe e il soldato napoleonico Booker. Ma siccome 5 è il numero perfetto, vedrete che strada facendo si unirà al gruppo una marine nera, Nile, data per morta in Afghanistan durante una missione. I quattro l’hanno sognata contemporaneamente e lei ha fatto altrettanto, adesso bisogna solo andare a recuperarla per istruirla alle nuove mansioni…
Strano film “The Old Guard”. Tratto da una fortunata graphic novel di Greg Rucka e Leandro Fernandez, porta la firma della 51enne cineasta afroamericana Gina-Prince Bythewood, anche se l’operazione è in buona misura targata Charlize Theron: lei coproduce con la sua società, lei interpreta Andy, la tosta/malinconica boss dai capelli neri e dall’ascia che sarebbe piaciuta a Conan il Barbaro.
Di solito non mi piacciono i film sugli eroi immortali, preferisco gli eroi vulnerabili, sono più interessanti; e tuttavia “The Old Guard” intreccia fantasy, epica, spirito antirazzista e cinema d’azione con una certa sottigliezza. Non ci sono solo sparatorie e ammazzamenti coreografati, direi anzi che i momenti più riusciti siano legati alle pause di riflessione, pure alle confessioni personali, di piglio esistenziale, dei cinque superguerrieri; s’intende nel mirino di un ex agente della Cia al soldo di un cinico industriale farmaceutico in cerca del loro Dna miracoloso per sintetizzare un elisir di lunga vita.
Se vi sembra solo una cavolata fumettistica, fate bene a cancellare “The Old Guard” dai vostri programmi serali. E tuttavia, sia pure tra alti e bassi di tensione, il film prende, si lascia vedere volentieri: per il senso di solitudine e scoramento che grava su alcuni dei cinque baldi, pure per le fragilità fisiche che cominciano ad affiorare col passare dei secoli (all’inizio del film i tessuti si rigenerano in fretta, poi…).
Di Charlize Theron e Luca Marinelli s’è detto, gli altri del quintetto sono Marwan Kenzari, Matthias Schoenaerts e Kiki Layne. Il finalissimo a sorpresa lascia intravvedere un seguito, sempre che questo primo episodio faccia buoni ascolti in streaming.
Michele Anselmi
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