HIGHLIGHTS Recensioni

Climax. Dalla cronaca alla memoria collettiva pensando a Pasolini

Un Climax di delirio, possessione, droga e danza. Si potrebbe riassumere così, in pochissime righe, la recensione del nuovo film del regista argentino Gaspar Noé su un gruppo di ballerini di electro dance: un lungo spot pubblicitario costruito, soprattutto, su immagini, con un trionfo dei colori del giallo e del rosso, e frasi ad effetto, anche di estrema banalità.

In realtà, la pellicola è qualcosa di più, di più delirante e inquietante: non solo un crescendo di caos e di scene con ballerini in trance, ma lo svelamento del massacro, come ha rivelato lo stesso regista argentino, “degli adepti dell’Ordine del Tempio Solare tenuto nascosto dalle forze occulte dello Stato”. Il film si ispira ad un fatto di cronaca nera accaduto nel lontano 1996 e si svolge tutto in una notte vicino ad una foresta, dove un gruppo di ballerini di danza voguing, waacking e krump si riunisce per un festino, che si concluderà poi in una tragedia, in un massacro di giovani. Guardando questa pellicola verrebbe da chiedere al regista se sia anche ispirato nella realizzazione a Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini, ultimo film, il manifesto della poetica cinematografica del regista friulano, in cui l’omosessuale, il comunista e, soprattutto, il figlio di un ufficiale di fanteria (scomodo nella weltanschauung italiana “di padre in figlio” per la sua “condotta” che faceva “vergognare” il mondo militare) rivelava, “da massone”, attraverso il linguaggio cinematografico, con un climax dantesco, i misfatti del Duca, del Monsignore, dell’Eccellenza, del Presidente (del Potere), pellicola deus ex machina poi del massacro al Lido di Ostia.

E questi svelamenti rappresentano per un regista, come Pasolini e Noè, la preservazione di un fatto di cronaca nera dall’oblio: la tutela della memoria collettiva. Accompagna il racconto visivo (di narrativo c’è ben poco nella pellicola con dialoghi serrati, ridotti all’osso, secchi, caratterizzati solo da frasi semplici che vertono su problematiche essenziali e sui disagi di giovani) una selezione musicale azzeccatissima, suggellata da Angie dei Rolling Stones. Dal 13 giugno al cinema.

Alessandra Alfonsi

Condividi quest'articolo