L’angolo di Michele Anselmi 

Come era facilmente immaginabile, nonostante la densa retorica che avvolse martedì 26 settembre il voto a maggioranza della commissione di esperti convocata all’Anica per cercare di prendere la decisione giusta, “Nostalgia” di Mario Martone non è finito nemmeno nella cosiddetta shortlist dei quindici migliori titoli internazionali, dalla quale verrà estratta la cinquina che concorrerà materialmente all’Oscar in quella sezione minore dedicata ai film non girati in inglese.
Succede da anni, da quando, era il 2014, Paolo Sorrentino vinse l’Oscar con “La grande bellezza”, e non se ne esce. A fine settembre sembrò che “Nostalgia” fosse il film indiscutibile da designare, a quanto pare non era così. Da “Le otto montagne” (di sicuro preferibile anche in una logica da Oscar) a “La stranezza”, da “L’ombra di Caravaggio” a “Il signore delle formiche” credo che, a pescare tra i dodici film autocandidatisi, si sarebbe potuta fare una scelta diversa, diciamo meno prevedibile, pigra e già “scritta”, più in linea con i gusti della giuria hollywoodiana. Per la cronaca: la commissione quest’anno era formata da Nicola Borrelli, Laura Delli Colli, Arianna Finos, Concetta Gulino, Ferzan Ozpetek, Andrea Romeo, Matteo Rovere, Iginio Straffi, Alessandra Querzola.
Qui quanto scrissi allora su quella scelta, se interessa.

Michele Anselmi