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Davide Acampora incontra gli studenti di Entertainment and Television Studies

Davide Acampora, Head of entertainment presso Stand By Me Tv Production, incontra gli studenti del corso Entertainment and Television Studies, presieduto dalla Professoressa Mihaela Gavrila, che sempre ha favorito gli incontri vis-à-vis – anche attraverso uno schermo – per promuovere una didattica che sia sì teorica, ma in primo luogo pratica. Quale modo migliore per scendere sul campo, pur restando a casa? L’ospite racconta con entusiasmo nella classe virtuale, gli studenti lo ascoltano attentamente dietro gli schermi. Fanno domande, la partecipazione c’è e si percepisce. Fra aneddoti e riflessioni vengono aperte le porte del mondo della produzione audiovisiva, affrontando strategie, criticità ed esperienze sul campo. Una lezione ricca ed entusiasmante, tanto che gli stessi studenti hanno espresso il desiderio di restare connessi ben oltre le tre ore previste.

L’incontro a distanza comincia riflettendo sulle origini di un format. Come nasce l’idea di un programma televisivo? I contenuti audiovisivi sono ragionati secondo dei criteri logici che tengono conto di fattori culturali, sociologici, economici. Spesso, però, a dare la svolta è l’illuminazione, quella che Davide Acampora definisce “il colpo di pistola”. Il momento in cui l’idea perfetta viene visualizzata nella mente di chi la concepisce. Ciò però non basta a fare un programma. Trasformare l’astratto nel reale richiede molto di più della semplice capacità creativa. Anche la migliore delle idee può essere inattuabile “in un mondo in cui vale tutto e il contrario di tutto” spiega. E, se per caso il colpo di pistola diventasse lo script di un format pronto per essere prodotto, c’è sempre la possibilità che già qualcun altro abbia avuto la stessa idea: “spesso ci si trova a lavorare su temi, idee, concetti che sono molto simili”. I temi trattati sono tanti, dall’importanza di conoscere il campo a capire quello che le persone vogliono, tenendo sempre conto di cosa invece manca sul piccolo schermo. Sembrerebbe proprio che per fare un programma occorra essere un po’ tutto: creativi, ma anche sociologi, ricercatori, psicologi.

“Non possiamo continuare senza tenere conto di quello che sta succedendo”, Davide Acampora prepara il terreno. Il mondo dell’audiovisivo entrerà in crisi. La situazione per i contenuti unscripted tornerà alla normalità in autunno, con il 71% dei titoli rimasti invariati. Situazione diversa per gli scripted, che vedrà un rallentamento e sarà colpito in modo maggiore, nel marzo 2021 il 40% dei prodotti non subirà modifiche. Questo però non deve spaventare, il mondo dell’audiovisivo più che rassegnarsi deve adattarsi. Le nuove idee avranno come obiettivo non solo quello di aggirare gli ostacoli che il lockdown sta ponendo, ma dovranno essere funzionali anche per le fasi successive alla pandemia. Reinventarsi diviene quindi fondamentale; è vero tanto nel quotidiano quanto nella dimensione dei programmi tv che, come specchi, riflettono bene i tempi in cui sono costretti. Dobbiamo sforzarci di cercare una nuova dimensione che si adatti al nuovo tipo di società perché tutti noi abbiamo bisogno di storie.

Chiara Fedeli

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