“Dietro i suoi occhi” (2021) è la nuova serie britannica trasmessa da Netflix. A caratterizzare maggiormente l’opera è il fatto che questa si presenti come una commistione di generi, dal thriller erotico-psicologico alla fantascienza, con un forte tocco soprannaturale. Più che di commistione, però, sarebbe più corretto parlare di accostamento: la componente thriller e quella fantascientifica fanno capo a due trame apparentemente separate nella storia. Da un lato la vita di Louise e il triangolo amoroso che si formerà tra lei, il dottor Ferguson e sua moglie Adele; dall’altro, l’oscuro passato di Adele presentato tramite flashback e le digressioni sul rapporto complicato tra lei e il marito, non solo in una relazione coniugale, ma in un vero e proprio legame medico-paziente.

Louise è una mamma single che si è ricostruita da capo dopo il divorzio dall’ex compagno. Sola e con la custodia del figlio, lavora come segretaria in uno studio psichiatrico in cui entra in contatto con David Ferguson, affascinante e enigmatico neuropsichiatra con cui aveva già avuto un primo, benché fortuito incontro. Tra i due scatta la scintilla, ma all’angolo opposto del triangolo amoroso che si va formando c’è Adele, la misteriosa moglie del dottor Ferguson dal passato tormentato. Se tra il dottore e Louise scoppierà una travolgente, ma rischiosa passione, tra la donna e Adele nascerà invece un’amicizia non completamente disinteressata.

Le vicende, come detto, si svolgono coinvolgendo due differenti piani narrativi. Al triangolo amoroso corrisponde la dimensione della veglia, del reale, della vita di Louise, il piano onirico fa riferimento alla matrice fantascientifica e psicologica dell’opera. È a questo livello che emerge a pieno anche il tema psicologico e soprannaturale, cui la serie decide di dedicare una parte importante della propria essenza. Il sogno è per le protagoniste luogo di rivelazione di un passato doloroso e misterioso, ma anche un mezzo che potrà essere utilizzato per accedere a nuove dimensioni. Due piani così diversi però non si intersecano mai alla perfezione. Lo spettatore, abituato al realismo dello stile narrativo dei primi episodi potrebbe avere parecchie difficoltà ad attuare la sospensione dell’incredulità necessaria nella seconda parte della narrazione.

La serie gioca molto sulla simmetria dei rapporti tra i personaggi; le protagoniste femminili sono complementari, ma non uguali. Anzi, le due rappresentano i due poli opposti non solo nella relazione con l’uomo, ma anche nella loro personalità. L’una altruista e ingenua, l’altra apparentemente manipolatrice e meschina. Questi rapporti duali, personificazioni del bene e del male, ricorrono spesso nella serie: il rapporto tra David e Adele, tra Adele e Louise, tra Louise e suo figlio, tra questa e David e così via. Il plot twist finale, però, sconvolgerà quest’ordine rituale creato nel corso dei sei episodi di cui la serie si compone, lasciando lo spettatore letteralmente di sasso.

Chiara Fedeli