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“Élite”, scampoli di comunicazione sociale targati Netflix

Il 13 marzo sbarca su Netflix la terza stagione di Élite, teen-drama ambientato a Madrid. Al centro la storia di tre giovani di umili origini, Samuel, Nadia e Christian, che vincono una borsa di studio per frequentare uno dei più prestigiosi istituti della capitale spagnola, Las Encinas. Le vite dei tre studenti sono destinate a cambiare per sempre non appena varcheranno la soglia dell’istituto: tra atti di bullismo, storie d’amore e momenti goliardici, infatti, si consumerà l’omicidio di Marina.
Esiste un collegamento, seppur sottile, tra Élite e la comunicazione sociale, che ha come obiettivo primario la divulgazione di messaggi positivi, utili alla società, per migliorare situazioni, abitudini o fatti nocivi. I temi che questa branca della comunicazione tratta sono i più disparati,si va dall’immigrazione alla prevenzione, fino alle raccolte fondi. Vediamo nel dettaglio quali sono i link che possiamo intercettare nella serie.

Per la prima volta in un teen-drama si affronta un tema delicato come l’HIV, non per suscitare empatia o pena, ma per informare lo spettatore su una malattia tanto delicata quanto, purtroppo, sottovalutata, portandolo a riflettere sulla poca conoscenza di questo argomento. Il secondo sprazzo di comunicazione sociale è l’accettazione dell’omosessualità: il giovane Omar, fratello di Nadia, si innamora di Ander, un compagno di classe della sorella e, grazie a questa sua frequentazione, comincia ad essere se stesso, uscendo dalle rigide regole familiari che lo hanno portato finora ad una lotta continua con il padre. Dal canto suo, anche Nadia è in pieno conflitto: “costretta” ad essere sempre la migliore della classe, la prima in tutte le attività scolastiche per mantenersi la borsa di studio, segue i principi imposti dalla famiglia musulmana pur di mostrarsi “perfetta” agli occhi del padre che continua a considerala una bambina troppo ingenua per affrontare la vita. All’interno di entrambe le stagioni disponibili sulla piattaforma, Nadia mostrerà una continua necessità di evadere, creandosi una doppia vita, commettendo parecchi errori, tra i tanti, sarà ripresa in atteggiamenti intimi con Guzmán, e il video diventerà virale in tutta la scuola.

Altro tema sociale rilevante è quello del bullismo: diversi personaggi, tra cui Samuel, Nadia, Polo, Omar e Ander, subiscono atti, più o meno gravi, di bullismo, nella maggior parte dei casi completamente ignorati dagli adulti. L’obiettivo principale di questa mancata presa di posizione da parte degli adulti non è casuale, ma un campanello d’allarme per i genitori che sottovalutano i problemi dei propri figli per mancanza di tempo e per la troppa fretta che la società impone. Non è la prima volta che il colosso statunitense inserisce la comunicazione sociale nelle proprie produzioni, le più importanti a tornare in mente sono Thirteen Reasons Why e Sex Education. Non ci resta che attendere il 13 marzo per una nuova stagione di Élite, ma soprattutto per sapere se questa scia di messaggi sociali continuerà o si fermerà.

Flavia Arcangeli

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