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“Enola Holmes”. Prospettive di identità femminile nel nuovo giallo a tinte crime di Netflix

“Quando desiderate viaggiare in incognito, il metodo più sicuro è la vedova. Le persone cercano sempre di evitare le conversazioni sulla morte. La vedova spaventa. E non c’è travestimento migliore della paura”.

“Enola Holmes” è il nuovo successo di Netflix, un film che sembra inserirsi magnificamente nell’immagine che il colosso americano sta dando di sé negli ultimi anni: un mercato indirizzato verso un pubblico di giovani adulti. Si tratta di un film frizzante e dinamico, con protagonista la sorella disobbediente e ingegnosa di Sherlock Holmes, che va a Londra per decifrare il codice più misterioso: crescere e scoprirsi parte di una società. Il destino, quello della giovane, scritto nel nome. Un nome che letto al contrario contiene l’aggettivo che più le appartiene: “alone” – “sola”. Cresciuta con una madre (Helena Bonham Carter) dall’animo avanguardista, la nostra eroina adolescente è reazionaria e femminista, formata tra libri, pittura, scienza e arte del combattimento. Tutti gli insegnamenti diventano le armi culturali e pedagogiche, donate dalla madre, per renderla donna di domani; gli occhi che dirigeranno il suo sguardo su una Londra in cambiamento, pronta ad ampliare il suffragio universale con il primo Reform Act del 1832.

“Enola Holmes”, diretto da Harry Bradbeer e scritto da Jack Thorne, riadattando l’omonimo romanzo di Nancy Springer, è un mosaico avventuriero, a tratti pop, su una giovane donna che, dopo l’inspiegabile scomparsa della madre, e il conseguente ritorno a casa dei fratelli – che hanno in mente per lei un futuro accettabile – decide di prendere in mano il suo destino andando alla ricerca della madre. Grazie alla sua scaltrezza, alle sue incredibili capacità investigative, Enola (Millie Bobby Brown) ci catapulterà in una Londra Vittoriana sbandata e ingrigita, dove instaurerà una bellissima e stravagante amicizia con il giovane Lord Tewksbury, anche lui in fuga da una famiglia con troppi segreti e legami politici.

Il film trova il suo vero appeal nella costruzione dei personaggi femminili: trova in Enola una moderna eroina, comunicando con un pubblico, prettamente femminile e adolescente, e mostrando una gioventù di future donne che rifiuta di essere plasmata da un prevedibile e già scritto destino. Donne, ma soprattutto cittadine, che sognano e scelgono il loro domani. “Enola Holmes”, con quell’aria da romanzo giallo a tinte crime, sorpassa l’immagine femminile del film in costume, introducendo temi attuali e nello stesso tempo universalmente riconosciuti quali l’identità femminile e i valori del femminismo, la partecipazione attiva in ambito sociale e politico, i lacci familiari e il bisogno di autodeterminazione.

Flavia Arcangeli

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