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Fermate le rotative! “Ritorno al crimine“ esce un mese prima

L’angolo di Michele Anselmi 

Accidenti. Uno si sveglia e trova sul computer una e-mail urgente, arrivata ieri sera, che recita: “Venerdì 25 settembre, ore 11.20. Paolo Del Brocco, AD Rai Cinema, Luigi Lonigro, Direttore 01 Distribution, Federica Lucisano, AD Lucisano Media Group, Massimiliano Bruno, regista, autore e interprete, vi aspettano ad un incontro in streaming per un annuncio sul film”. Il film in questione è “Ritorno al crimine”, appunto di Massimiliano Bruno, seguito di “Non ci resta che il crimine”, che fu una fortunata commedia noir, tipo “viaggio nel tempo”, con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi (naturalmente tutti e quattro ritornano).
Mi collego a Zoom, per curiosità, e scopro che la notizia sarebbe questa: siccome parecchi filmoni americani annunciati per fine ottobre sono stati rinviati, causa Covid, ad esempio “Assassinio sul Nilo” e “Black Widow” (entrambi della Disney), ma non, per dire, “007 – No Time to Die” che esce il 12 novembre, Raicinema ha deciso di fare uscire un mese prima, ovvero il 29 ottobre, il suddetto “Ritorno al crimine”, in circa 700 copie.
“Andiamo ad occupare lo slot delle grandi cinematografie popolari. Il cinema italiano deve supportare il mercato in questo momento” scandisce Lonigro. Del Brocco evoca addirittura un celebre discorso di Kennedy per domandarsi “cosa possiamo noi fare per il Paese”: la risposta è fare uscire prima “Ritorno al crimine”, non senza chiedere anche agli esercenti di fare la loro parte “per sostenere il cinema italiano e tenere aperte le sale”. Per la serie: se Hollywood si fa da parte, rinviando le uscite dei suoi film di punta, siamo noi a doverci mettere la faccia e fare il sacrificio.
Spira un’aria solenne, un po’ da bollettino militare, nell’annuncio via Zoom. Anche se poi Bruno prova a sdrammatizzare, ricordando la promozione infinita legata al suo film, bloccato a febbraio dal lockdown, e invitando produttori e distributori a non parlare solo di soldi e incassi (certo lui ha pensieri diversi, essendo l’autore). Un collega giornalista propone addirittura di “tassare” le major hollywoodiane perché hanno spostato le uscite, a mo’ di risarcimento nei confronti del prodotto nazionale, come se anche gli italiani spesso non facessero altrettanto con le date.
“Appena finirà questo momentaccio ci saranno comunque le file davanti ai cinema” si dice comunque convinto Del Brocco. Può darsi che sia così. Per ora, a parte “Tenet” e “After 2”, gli incassi stentano a risollevarsi, anche i film italiani passati a Venezia, con tutta la retorica sull’esperimento, non vanno granché, e tuttavia c’è del vero quando si ricorda che attualmente “le sale sono uno dei luoghi più sicuri da frequentare”. Grazie alle mascherine e alle misure sanitarie, certo; pure alla rarefazione degli spettatori, temo.

Michele Anselmi

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