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“Fuoriscena”. L’Accademia Teatro alla Scala come non l’avete mai vista in un doc da recuperare

La realtà mediata dalla macchina da presa è messa da parte nell’opera di Massimo Donati e Alessandro Leone, che realizzano un documentario, uno spaccato di realtà all’Accademia di Teatro alla Scala di Milano. I due registi ci mostrano, senza filtri aggiuntivi, le fatiche dei giovani professionisti di una delle maggiori accademie a livello globale.

Nel centro di Milano, da oltre duecento anni, si trova un cuore pulsante di passione e di arte. È da qui che provengono alcuni dei più grandi talenti del mondo della danza ed è qui che gli sforzi artistici di Massimo Donati e Alessandro Leone si incontrano per dare vita ad un progetto cinematografico senza precedenti: ricostruire l’anno scolastico della prestigiosa accademia. In poco più di ottanta minuti di pellicola, tra i corridoi e le stanze della scuola, il cortile centrale, luogo di svago e, infine, nel maestoso Teatro alla Scala, i due cineasti documentano alcuni dei momenti salienti più suggestivi della vita nella scuola. Tutto ruota attorno alla laboriosa preparazione degli spettacoli, in questo caso di “Lo Schiaccianoci” e di “Nineteen Mantras” al Piccolo Teatro di Milano, degli spettacoli Istituzionali e dei concerti, e per finire di “Don Pasquale” nel tempio della Scala.

Il lavoro di Donati-Leone riesce nell’intento, per nulla scontato, di essere una presenza silenziosa e poco ingombrante tra gli ambienti dell’Accademia. La rappresentazione che ne risulta è quindi quanto più possibile oggettiva e fedele alla realtà. Ampio spazio viene lasciato alle direttive degli insegnanti, così come allo sguardo concentrato dei ragazzi e, non per ultimo, al lavoro senza sosta di attrezzisti e scenografi. Tutti loro sembrerebbero essere inconsapevoli della presenza della troupe, che come un fantasma li segue silenziosamente. Manca un commentatore, come assenti sono i dialoghi; i più lunghi sono ricavati soprattutto dalle spiegazioni degli insegnanti e dai racconti dei giovani cantanti lirici provenienti da tutto il mondo. I due registi non spostano l’attenzione nemmeno alla vita dei singoli: la scuola è rappresentata nell’insieme degli elementi che la compongono, se non per un’eccezione in cui questo equilibrio verrà spezzato. La macchina da presa segue uno dei giovani talenti mettere da parte le scarpette e lavorare nella fattoria – probabilmente di famiglia – a dimostrazione del fatto che due mondi tanto lontani possono convivere.

Quello che in “Fuoriscena” non dicono le parole viene espresso pienamente attraverso la musica, la danza, il canto. Il modo sicuramente più sincero per raccontare questo mondo, che non è fatto di conversazioni, ma di passione e di fisicità. Il documentario distribuito da GA&A Productions vede la luce nel 2013 ed esce nelle sale italiane l’anno successivo, ma da domenica 28 giugno è disponibile su Amazon Prime Video, per raccontare, ancora una volta, una realtà che in pochi hanno avuto occasione di vedere.

Chiara Fedeli

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