La seconda stagione di “Ginny & Georgia” è disponibile su Netflix dal 5 gennaio. La serie, ideata da Sarah Lampert, racconta drammi adolescenziali, segreti terribili, rapporti complessi tra genitori e figli, fragilità e tutto quello che ruota attorno alla disfunzionale famiglia Miller.
La serie riprende poco dopo gli eventi del finale di stagione: Ginny è ancora sconvolta dalla scoperta che sua madre è un’assassina, ma deve anche – e soprattutto – fare i conti con i suoi problemi da adolescente; le sue amiche, le “MANG”, l’hanno completamente tagliata fuori dopo aver scoperto la sua relazione con Marcus, il fratello di Max. Nel frattempo, Georgia, nonostante si sia fidanzata con il principe azzurro, il sindaco Paul Randolph, e sia la futura First Lady di Wellsbury, si sente a pezzi perché lontana dai suoi figli e con un pericoloso segreto nel cuore.
Questa stagione ci fa capire ancora di più cosa abbia vissuto Georgia in passato – torna il padre di Ginny, ma anche quello di Austin con una nuova valanga di segreti. La violenza domestica, le vessazioni, la povertà, ed è proprio questo il punto cruciale della storia: qualunque gesto della donna è stato fatto per dare una possibilità ai propri figli, possibilità che lei non ha avuto.
La serie è costruita su una buona dose di mistero inserito all’interno di un “coming of age” sulla crescita personale e sulla scoperta di sé stessi; un racconto immersivo fatto di amore verso sé stessi e genitorialità. “Ginny & Georgia” è una miscela selvaggia e imprevedibile di così tanti generi e toni che, guardandolo, spesso sembra di essere trasportati da uno spettacolo televisivo all’altro, con pochi avvertimenti e ancor meno spiegazioni.
Ginny e Georgia crescono insieme, cercano di capire sé stesse e l’altra, non sono poi così diverse e spesso le loro storie ci dimostrano che mamma e figlia sono facce di una stessa medaglia mostrando – a chi guarda – un mondo speciale che solo la Famiglia Miller riesce a comprendere.

Flavia Arcangeli