“Good Morning Vietnam”…No, Tel Aviv. Se pur in tempo di guerra, in questa pellicola della Festa del cinema di Roma ci troviamo a Tel Aviv. E il “buongiorno” del titolo si riferisce alle caratteristiche della città: alla sua capacità di essere un’avanguardia di valori e un’alba di libertà. Una start-up di innovazione, cosmopolita e liberale. Insomma, una città “che non dorme mai”.

Evento speciale di questa 17ma edizione della Festa del cinema di Roma, “Good Morning Tel Aviv” è un documentario diretto da Giovanna Gagliardo in collaborazione con Fabiana Magrì sulla “città più smart del Medio-Oriente”, diventata Capitale della scena Gay.

Prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà, il film è un manuale di storia illustrativo che svela la città a tutto tondo nelle sue molteplici forme artistiche: dal cinema all’architettura, esaltando soprattutto quell’aspetto che l’ha resa unica e speciale. Dalle immagini iniziali della vita notturna, consumata tra locali di musica tecno, lo sguardo della regista tende poi a focalizzarsi su quelle mattutine tra mercati e murales, tra innovazioni tecnologiche e sperimentazioni artistiche.

“Che cos’è dunque Tel Aviv?” è l’interrogativo che accompagna tutta la narrazione filmica e che affida la risposta alle riflessioni di artisti e studiosi che la considerano come un laboratorio. La causa della crescita della città è attribuita allo sviluppo demografico: all’applicazione del modello economico Solow. E il “non avere” monumenti celebri, come le altre metropoli, è stato e rimane il suo punto di forza.

Ma Tel Aviv, cresciuta tra le dune, è anche la città delle molte sfide che ha costruito i grattacieli con cemento bianco e con poche vetrate per dare l’illusione a chi cammina, così come spiegato dall’architetta Tania Gilboa, di non “sentirsi circondato da grattacieli, che devono sapere andar indietro”.

Anche per questo Tel-Aviv è “la città che non si ferma mai”.

Alessandra Alfonsi