Ospitati nello spazio della Roma Lazio Film Commission alla Festa del Cinema di Roma, il 22 ottobre si è tenuta la premiazione del “Green Movie Award”, promosso da Pentapolis Onlus e Eco in città. Attraverso il riconoscimento di opere che rispecchiano i valori della sostenibilità, il progetto cerca di spingere verso una produzione cinematografica sostenibile e verso un cinema che metta al centro la causa ambientale.

Nelle parole di Marino Midena, Direttore Artistico del “Green Movie Film Fest” possiamo riconoscere la missione del progetto: “Crediamo che questa alleanza (tra cinema e ambiente) si possa realizzare in due direzione: il film che parla di ambiente e il cinema che fa ambiente”. Ad accogliere i vincitori insieme a Midena, Massimiliano Pontillo Presidente Pentapolis e Cristina Priarone, Direttore Generale Roma Lazio Film Commission.

La regista Elisa Flaminia Inno è la prima vincitrice a ritirare il premio per il suo documentario “Donne di terra” sulla vita di cinque neo contadine che hanno costruito un sistema di autoproduzione alimentare. C’è la volontà di far diventare questo documentario un format da ripetere in altre regioni: “Questo progetto nasce come un treno che vuole attraversare un lunghissimo viaggio per tutte le zone rurali in cui c’è un attività di ecofemminismo; abbiamo abbracciato questo termine per unire la questione di genere e la questione ambientale, per poter raccontare il paese dal punto di vista delle donne”, dice Inno.

Il regista Claudio Cupellini, è anch’esso vincitore per la realizzazione de “La terra dei figli”, un film distopico tratto dall’omonima graphic novel di Gipi, un racconto di un mondo ipoteticamente vicino al nostro in cui tutto è finito. In questo film c’è la “sensibilità di parlare di ipotesi che riguardano il nostro futuro, tra questa c’è un’ipotesi ambientale, una preoccupazione che, nel momento in cui si mette come cornice un disastro ambientale, ci fa pensare al futuro che daremo ai nostri figli”, spiega Cupellini.

Il terzo vincitore è il regista Matteo Rovere, non presente alla premiazione. Rovere si è distinto per un progetto che la sua casa di produzione Groenlandia Film sta applicando alla serie televisiva “Romulus”, lo ha illustrato Lorenzo Vecchi COO di Zen 2030, la società benefit che vuole portare l’industria dell’Audiovisivo italiano verso l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2030. “Abbiamo creato il “Protocollo Zen” ad alto contenuto scientifico […] È un protocollo che si applica su sei categorie di impatto ambientale: la mobilità e i trasporti, l’energia, gli alloggi, la ristorazione, i materiali e i rifiuti. Per ognuna di queste categorie dobbiamo abbassare al massimo le emissioni, le dobbiamo calcolare a livello scientifico, e per tutte quelle che non siamo riusciti a ridurre dobbiamo compensarle attraverso progetti di afforestazione, riforestazione fatti in maniera certificata con criterio, ma anche con progetti di incentivi alla transizione energetica”, ci spiega Vecchi.

Giulia Marilungo