L’angolo di Michele Anselmi 

Il Comune di Roma, nella figura del sindaco Roberto Gualtieri, si riprende per intero la Festa del cinema, laddove fallì, pur avendo provato a strappare qualcosa, l’ormai archiviata collega Virginia Raggi. Risultato? A quattro mesi dalla 17esima edizione, in programma dal 13 al 23 ottobre 2022, il neopresidente della Fondazione Gian Luca Farinelli e la neodirettrice Paola Malanga hanno incontrato la stampa per dire, in sostanza, due cose: che d’ora in poi la Festa durerà tutto l’anno (un classico di tutte le amministrazioni precedenti); che la Festa diventa anche un po’ festival con il ritorno del concorso e dei premi (un po’ quanto teorizzò Marco Müller quando, da direttore, coniò il neologismo “Festaval”).
Era necessaria una conferenza stampa a ora di pranzo nel cuore dell’Auditorium per dare questa due “notizie”? Direi di no, ma il messaggio da recapitare era sostanzialmente politico; infatti al tavolo, accanto a Farinelli e Malanga, sedevano il sindaco Gualtieri, l’assessore ai Beni culturali Miguel Gotor e il presidente della Regione Nicola Zingaretti, tutti e tre esponenti di primo piano del Pd, uno è stato anche segretario. Il senso, diciamolo, era tutto lì.
“Una Festa che vuole continuare e stupire, dare corpo a Roma come capitale del cinema” ha scandito il sindaco. “Vogliamo che questa Festa del cinema abbia un rapporto più solido con Roma, quartiere per quartiere” ha annunciato Gotor, elogiando presidente e direttrice scelti da Gualtieri col contributo del ministro Franceschini; quanto a Zingaretti, anch’egli ha fatto gli onori di casa, rinnovando gli auguri alla nuova squadra, ma con l’aria di chi si sente un po’ fuori dal giro.
Naturalmente nessuna anticipazione su titoli e ospiti, tutto rinviato al 22 settembre, quando verrà presentato il menù della Festa-Festival. A tutti interessava dare l’idea che “si cambia nella continuità”; e chissà che cosa avrà pensato l’arrabbiatissimo ex direttore Antonio Monda che fu scelto dal sindaco Ignazio Marino. Per ora il coinvolgimento della città, “quartiere per quartiere”, riguarda due arene estive, l’una al Parco degli Acquedotti che fu caro a Pasolini, l’altra, galleggiante e ideata da “Alice nella città”, battezzata Floating Theatre perché al laghetto dell’Eur; mentre domenica 24 luglio via Veneto, dalla parte di Porta Pinciana, ospiterà una proiezione gratis di “Vacanze romane” di William Wyler (ideona!). Dettaglio non da poco, almeno per gli esperti: la Casa del cinema sarà assorbita dalla Fondazione Cinema per Roma, sicché dal 1° gennaio non sarà più Giorgio Gosetti, s’intende molto ringraziato, a pilotarla.
Sul piano più strettamente artistico, cambiano i nomi delle sezioni, un po’ ridimensionate per numero. Il concorso, recuperato dopo una faticosa trattativa con gli enti preposti, si chiamerà “Progressive Cinema”. Seguono “Grand Public”, dedicato al pubblico popolare; “Freestyle”, contenitore di cinema dai formati più diversi; “Best of 2022”, un modo per recuperare film provenienti da altre rassegne; “Paso Doble”, ovvero una serie di dialoghi tra due autori di fronte al pubblico; infine “Absolute Beginners”, con un regista che ogni volta rievocherà il proprio esordio nel cinema. Non si sa ancora come sarà chiamato il premio principale (il vecchio “Marc’Aurelio” non piace più); non si cercano più “prime mondiali”, quelle vengono lasciate a Venezia, Cannes e Berlino. Ci si chiede, però: era proprio impossibile usare delle parole in italiano, un po’ meno astruse e lambiccate, per definire l’identità delle nuove sezioni?
Sospira Farinelli, con una punta di retorica: “La Festa sarà il luogo della gloria della sala”, come a dire che il cinema al cinema, al cospetto dello schermo buio, resta il baricentro della kermesse quirite; mentre Malanga, confermando di essere in aspettativa da Rai Cinema per tre anni, quanto dura il suo incarico alla Festa, assicura di non vedere “conflitti di interessi” tra il lavoro appena dismesso di produttrice Rai e quello attuale di direttrice artistica. Bisogna fidarsi, almeno fino a quando non sarà reso noto il programma definitivo, film per film.

Michele Anselmi