Trame, schede tecniche, cast e note critiche di 150 film thrilling e fanta-horror realizzati in Italia tra il 2014 e il 2022 è quello che racchiude “Guida al cinema horror Made in Italy”, nuova collaborazione di Gian Luca Castoldi con l’editore Profondo rosso. Abbiamo incontrato l’autore per presentare il volume che ha inoltre il merito di riscoprire non pochi titoli che hanno avuto scarsa distribuzione.

Con “Guida al cinema horror Made in Italy” prosegui il progetto di mappatura iniziato da Luigi Cozzi e Antonio Tentori con il primo volume uscito nel 2007. Hai tenuto presente il lavoro di Cozzi e Tentori nell’impostazione delle schede?
Gian Luca Castoldi: Ammetto che non ho letto il volume curato da Cozzi e Tentori seguendo semmai, nell’impostazione delle schede, gli stessi criteri utilizzati nel mio precedente volume, “Il cinema sanguinario” uscito sempre per i tipi di Profondo rosso.

Scorrendo le voci di questo dizionario che copre gli anni che vanno dal 2014 al 2022 ci si imbatte anche in lavori come “Lo chiamavano Jeeg Robot”, “Diabolik” o “2047 – Sights of Death”, più propriamente di genere che horror. Quali erano le caratteristiche che un titolo doveva avere per essere incluso nel testo?
G.L.C.: In effetti il volume non tratta solamente il genere propriamente horror, ma anche il fantastico, lo slasher, il fantascientifico, il trash seguendo poi un criterio di valutazione strettamente personale. Le caratteristiche insomma per essere inserito nel volume dovevano essere piuttosto generiche legate oltre al fantastico in senso lato anche ad una sensibilità “amatoriale” più che “autoriale”.

Perché avete rinunciato all’espressione del giudizio nelle ormai fatidiche stelline?
G.L.C.: Non ho utilizzato le stelline perché mi sembra un modo di catalogare un film poco attendibile e troppo limitato viste le sfumature che una pellicola normalmente ha e che non sono identificabili con un punteggio matematico.

Tra i molti film analizzati mi sembra che molti non hanno raggiunto la sala. Qual è lo stato dell’horror negli 8 anni che prendi in analisi?
G.L.C.: La maggior parte dei film analizzati non ha raggiunto la sala oppure hanno avuto una distribuzione limitatissima o anche sono usciti direttamente in piattaforma. Attualmente in Italia si producono e si girano molti film a tematica fantastica anche per la facilità portata dal digitale e dalle nuove tecnologie. Purtroppo alla quantità non corrisponde la qualità dei prodotti e questo compromette anche l’esito finale del film.

Quali sono i film che non si possono assolutamente perdere tra quelli recensiti ne volume?
G.L.C.: I film che non dovremmo perdere o dovremmo andare a recuperare sono quelli che restano impressi nella memoria, quelli che aprono una strada che sarà poi seguita da altri registi, quelli che omaggiano una scuola, un periodo, un genere senza stravolgerlo, ridicolizzarlo o snaturarlo. Tra i film presenti nel libro segnalerei però alcune piccole perle che sono passate quasi inosservate e che non hanno avuto una eco in linea con il loro valore. In ordine alfabetico, “A Classic Horror Story” (nella foto), “Naked Night”, “The Museum of Wonders”, “The Pyramid”, “Rabbia furiosa”.