L’angolo di Michele Anselmi

Piazzato pigramente fuori concorso (ma perché?) alla Mostra di Venezia 2023, esce finalmente nelle sale giovedì 27 giugno, confuso tra ben nove titoli, “Hit Man – Killer per caso” dell’americano Richard Linklater. Tra l’altro al Lido, l’anno scorso, avrebbe benissimo fatto il paio con “The Killer” di David Fincher, come due variazioni sullo stesso tema. Invece no, in compenso c’era sei (6) film italiani in gara, nessuno dei quali ha lasciato traccia. Misteri festivalieri.
“State per vedere una storia quasi vera” annuncia una scritta scherzosa sui titoli di testa. In effetti è ispirato a una vicenda texana risalente a una ventina d’anni fa, anche se il regista e il suo sceneggiatore/attore Glen Powell trasportano il tutto a New Orleans.
“Hit Man” significa sicario, assassino a contratto, e Gary Johnson tale appare ai clienti che lo ingaggiano per far fuori qualcuno o qualcuna. La sua frase-tormentone è questa: “Allora, sono io l’uomo giusto per risolvere il tuo problema?”. Solo che il bel quarantenne insegna all’università, è uomo pacifico, anche un po’ insignificante. Il lavoro da killer è part-time, per conto della polizia: lui si finge esecutore prezzolato, con tanto di microfono sotto la camicia e camuffamenti fantasiosi, in modo da far arrestare chi progetta il crimine.
Ma Gary non ha fatto i conti con la strepitosa Madison, la quale, da committente forse convinta a non far ammazzare l’ex marito, diventerà la sua amante segreta, credendolo lo spietato Ron, e a quel punto tutto si complicherà, tra situazioni ridicole e drammatiche.
Acquistato dalla Bim per l’Italia, “Hit Man” è scritto magistralmente, trapunto di battute brillanti e svolte cesellate al millimetro, in un clima da commedia buffa, intinta nell’umorismo nero. “Scegliete l’identità che volete per voi” è il consiglio finale, in linea con l’andamento sbarazzino del film, quasi una parodia involontaria di “The Killer” nonché un felice esempio di cinema sofisticato e popolare insieme. Glen Powell, pure sceneggiatore come si diceva, è strepitoso nei panni del finto killer (assomiglia al giovane William Hurt), Adria Arjona, che fa Madison, è la temibile donna che tutti vorremmo conoscere.

Michele Anselmi