Un gioiello di tenerezza e dolcezza nella sezione Fuori Concorso – Favolacce al 40° Torino Film Festival sotto la direzione artistica di Steve Della Casa. È “I sogni abitano gli alberi”: lungometraggio diretto da Marco Della Fonte con Kiera Morgan e Pietro Ragusa, attori perfetti nell’interpretare un’umanità con un passato trascorso in manicomio.

Siamo nell’Italia del 1978: del sequestro di Aldo Moro, della DC di Zaccagnini e del PCI di Berlinguer. Dei partiti di massa che gli italiani considerano come chiese. E la storia è ambientata in un piccolo paesino di montagna legato agli eventi politici romani. Libero, il “matto” del paese che coltiva e vende ortaggi ai suoi compaesani, è comunista. Nella sua camera, al posto del crocifisso, ha appeso il simbolo della falce e martello e sul motorino l’immagine di Lenin. Crede nel “Paradiso dei comunisti” ed è in perenne lotta con il parroco “DC” del posto.

Ma siamo anche nell’Italia post legge Basaglia che ha abolito i manicomi. E quando Libero e Anja, i protagonisti della pellicola, con un passato trascorso in manicomio, si innamorano continuano ad essere considerati “matti”. E quel sogno di felicità che avevano coltivato in una piccola casa tra i boschi viene loro negato facendo riemergere i loro disagi psichici: la loro tristezza.

L’ottima recitazione di tutto il cast, una splendida fotografia dai colori caravaggeschi, primissimi piani che scavano nella psiche dei protagonisti e poi il racconto filmico, ispirato ad una storia vera, rendono questa opera prima, prodotta da Naked Love, un film splendido e tristemente commovente. Un gioiello.

Alessandra Alfonsi