Editoriale HIGHLIGHTS

Il cinema e la TV ai tempi del coronavirus. Stop alle produzioni

In tempo di virus anche il cinema soffre. Non solo chiudono i locali, ma si spengono le produzioni. Io per esempio stavo iniziando le riprese di un nuovo film, dal titolo Resilient (sull’incredibile vita di Mario Capecchi che da bambino abbandonato e analfabeta emigra in America e diventerà… Nobel per la medicina). Ovviamente abbiamo dovuto sospenderle, in attesa che passi la tormenta. Hanno fermato le lavorazioni ovunque nel mondo, film, serie tv e quant’altro, tutti senza sapere se e quando si potrà tornare a lavorare e in quali condizioni. Il problema più drammatico è che se in una troupe, composta di centinaia di persone, anche solo uno si ammala, tutti devono entrare in quarantena. E c’è di peggio: quando in condizioni normali qualcuno si ammala le assicurazioni coprono i danni, ora in tempi di coronavirus le assicurazioni hanno comunicato alle produzioni che la copertura non vale. In queste condizioni chi si azzarderà più a mettere in piedi un film, anche quando il virus sarà debellato? Ci sarà sempre il rischio che qualche focolaio possa riesplodere. Le associazioni di cinema e tv stanno cercando di correre ai ripari, chiedendo al governo di istituire un fondo di garanzia per coprire il vuoto assicurativo. È una buona idea e non resta che sperare nella sua realizzazione. Non credo in Dio, ma questa volta lo supplico di intervenire. E in fretta.

Roberto Faenza

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