Una volta si sarebbe detto che il piatto piange. Nel senso che a vedere il risultato del box office in Italia prima di Natale c’è da mettersi le mani nei capelli. Infatti a parte l’exploit di “La stranezza” (nella foto), per la regia di Roberto Andò con Toni Servillo, però affiancato da due comici come Ficarra e Picone, tutti gli altri titoli nostrani quanto a incassi hanno deluso. Ora, per lo meno sino a Capodanno, le sale si riempiranno. Ma poi, finite le feste, che succederà? Temo che tornerà il deserto. Il fenomeno delle sale vuote non è solo nostrano. A parte la Francia, dove il cinema resiste da sempre, soprattutto quello nazionale, le sole pellicole che ancora fanno cassetta sono le superproduzioni made in USA. Vedi il caso di “Avatar”, prodotto dalla Disney, che solo in Italia in soli sette giorni ha incassato oltre dieci milioni di euro. Ma chi sono questi spettatori che accorrono in massa? Sono soprattutto ragazzini, accompagnati più dai coetanei che da madri e padri. Quegli stessi ragazzi che se gli propongono un film d’autore storcono la bocca e rispondono no grazie.

E il resto del mondo? Sia a occidente che a oriente il cinema in sala sta diventando una reliquia del passato. Il Covid ha giocato la sua parte, allontanando il pubblico dalle sale e inferendo un colpo mortale al sistema distributivo. Ma chi ha giocato un ruolo determinante per l’allontanamento del pubblico sono state le piattaforme. I teenager soprattutto, se vanno al cinema è solo per vedere i grandi spettacoli nei weekend. Se durante la settimana possono scegliere, le loro preferenze vanno alle piattaforme, da Netflix ad Amazon a DAZN a HBO, per citarne solo alcune. Piattaforme che crescono come i funghi in ogni parte del mondo. Del resto, come dargli torto? Tra dover uscire di casa, salire in auto o prendere la metro, rispettare gli orari della programmazione, attendere in fila mentre magari fuori piove… e starsene a casa, tranquillamente seduti di fronte a un megaschermo, chi ha la meglio? Inutile lamentarsi, come sono usi fare i cinefili, per i quali la sala è un rito sacro. Il futuro è già iniziato e il cinema di una volta appartiene al passato. È successo anche al muto quando è arrivato il sonoro. E a parte i puristi presto nessuno si è più lamentato.

Roberto Faenza