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“Il ragazzo e il grande elefante”, un Mowgli americano tra le terre dell’Africa

Aristotele affermava che l’elefante sia il più mansueto e docile tra gli animali, dotato di grande intelligenza, sensibilità e capacità di comprensione, tutti aggettivi che ritroviamo nel film di Richard Boddington “Il ragazzo e il grande elefante” uscito nel 2017.
Nonostante la storia narrata sia quasi del tutto surreale per le capacità di un giovane ragazzo americano, abituato alla vita in città, di sopravvivere nella savana con l’aiuto di un elefante, il film veicola un messaggio importante: rispettare gli esseri viventi vuol dire salvare noi stessi. L’impostazione della trama ricorda per alcuni aspetti il cucciolo d’uomo protagonista di “Il libro della giungla” che, orfano dei suoi genitori, sopravvive nella giungla grazie alle cure di un branco di lupi. Phoenix, anch’egli orfano di genitori, si trasferisce in Sudafrica dagli zii Sarah e Jack che lavorano all’interno di una riserva naturale, nella quale, il ragazzo può osservare dal vivo per la prima volta gli animali della savana. L’elemento che appare significativo è lo scambio di aiuto che Phoenix e il suo amico elefante Indlovu si danno reciprocamente, volto in entrambi i casi a ricongiungersi con le rispettive famiglie.
La scelta di utilizzare la figura dell’elefante dipende probabilmente da due fattori: il primo relativo alla grave scomparsa di elefanti negli ultimi anni dovuta alle crudeli azioni dei bracconieri, denuncia riportata all’inizio e alla fine del film e che rappresenta l’ostacolo più grande per i protagonisti; il secondo motivo viene invece dichiarato sul finale “Non ci sono orfani tra gli elefanti perché quando una madre muore, la sorella alleverà il figlio come fosse suo”. In questo modo appare chiaro che l’elefante, la cui figura viene richiamata spesse volte con statuette in legno e ciondoli ancor prima che l’animale entri in scena, rappresenta una sorta di alter ego del ragazzo: entrambi hanno visto la propria famiglia distrutta ed entrambi cercano di ricomporla ed inoltre il ragazzo e l’animale rappresentano creature che, prive di qualsiasi influenza, si relazionano con l’esterno in maniera pura e innocente.
L’immagine ormai nota dei tramonti della “Mama Africa”, terra dalle mille risorse e altrettante difficoltà, caratterizzati da un enorme Sole sfocato che si apre su un cielo dai toni del rosso, scandisce il termine di ogni singola giornata che compone l’avventura di Phoneix e di Indlovu, un’avventura che fa da spartiacque tra un mondo ricco dei valori della condivisione, del rispetto, dell’affetto, dell’amicizia e dell’attenzione verso il prossimo in contrapposizione al mondo degli adulti pervaso invece da crudeltà, menzogne, potere ed egoismo.

Cristina Quattrociocchi

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