“Il silenzio dell’acqua”, fiction di genere thriller/crime con protagonisti Giorgio Pasotti e Ambra Angiolini nei ruoli degli ispettori e, fra i vari, anche Claudio Castrogiovanni, Camilla Filippi, Barbara Chichiarelli e Fausto Maria Sciarappa, nel periodo pre-natalizio ha visto la sua seconda stagione andare in onda su Canale 5 in prima serata, riscuotendo un buon successo. La serie tv, la cui avvincente storia si dipana nel corso di 8 film in totale, tutti diretti da Pier Belloni (“R.I.S. – Delitti imperfetti”), è da considerarsi complessivamente uno dei migliori prodotti televisivi italiani degli ultimi anni. Pur non essendo l’idea totalmente originale, in quanto liberamente ispirata alla serie britannica “Broadchurch”, rinnova un genere che in Italia non sembra essere più visto di buon occhio dal punto di vista specialmente produttivo. I suoi creatori, Leonardo Valenti (“ACAB – All cops are bastards”, “R.I.S. – Delitti imperfetti” e “Il mostro di Firenze”) e Jean Ludwigg (“I ragazzi della III C”, “I segreti di borgo Larici”), hanno lavorato a stretto contatto per raccontare qualcosa che andasse ben al di là del semplice giallo. Come già noto, l’ambientazione caratteristica, pur essendo la serie girata tutta in luoghi reali, è situata nella fittizia cittadina balneare di Castel Marciano, non troppo distante da Trieste. Di seguito la nostra intervista al co-creatore Leonardo Valenti, che ringraziamo per la gentile disponibilità e collaborazione. “Il silenzio dell’acqua” è in streaming sul sito e app Mediaset play.

Come è nato il progetto di “Il silenzio dell’acqua”, come siete arrivati a questa collaborazione tra te e Jean Ludwigg e come è stato lavorarci?
Leonardo Valenti: Nel 2017 Daniele Cesarano, fresco di nomina come direttore di fiction Mediaset, mi ha chiesto di portargli un’idea per un murder mystery alla anglosassone – genere poco o per nulla praticato in Italia – ma che fosse adatto al pubblico italiano. All’epoca stavo iniziando a lavorare con il mio collega e amico, Jean Ludwigg, con cui abbiamo affinità elettive nonostante siamo di due generazioni distanti, e così lo coinvolsi nell’ideazione. Dopo esserci rivisti molti murder mystery e averli analizzati abbiamo iniziato un brainstorming che è sfociato nell’idea semplice di avere una giovane vittima incinta e un’ispettrice che aveva da poco avuto un’interruzione di gravidanza. Da lì abbiamo capito che la nostra serie dovesse parlare di cosa vuol dire essere o non essere genitori e figli, e abbiamo costruito di conseguenza gli altri personaggi attorno a questo tema di fondo. Lavorare a “Il silenzio dell’acqua” è stata una sfida e un gran divertimento, ma soprattutto è stato il primo banco di prova concreto per l’accoppiata Valenti/Ludwigg. Ormai siamo un duo consolidato.

Dopo la fine della prima stagione, avevate già in mente – indipendentemente dal successo televisivo e l’eventuale rinnovo – di proseguire con le vicende di Luisa Ferrari e Andrea Baldini con un eventuale nuovo “caso”?
L.V.: L’idea è venuta in corsa. Di sicuro non era un’ipotesi nel primo documento di presentazione della serie. Eravamo ancora indecisi se fare una serie antologica, cambiando l’angolo d’Italia in cui svolgere un’altra storia mystery con altri protagonisti, o se proseguire le avventure di Ferrari e Baldini. In scrittura, il duo di investigatori ha funzionato così bene da voler continuare a raccontare la loro evoluzione. Verso la fine della scrittura della prima stagione abbiamo proposto tre ipotesi diverse di seguito. Una è diventata il plot della seconda stagione, una è diventata il romanzo spin-off scritto da Adriano Barone e la terza… la terza ce la teniamo in caldo per il futuro.

Essendo co-autore del romanzo che fa da interludio tra prima e seconda stagione, “Il silenzio dell’acqua. Il prezzo da pagare”, si apprezzerebbe e comprenderebbe di più questa seconda stagione solo dopo averlo letto?
L.V.: Si capirebbe fino in fondo la psicologia di Andrea Baldini e cosa lo ha spinto a voler entrare nella Omicidi. Lo abbiamo lasciato a fine prima stagione che, dietro offerta di passare alla Omicidi, rifiutava e invece nella seconda stagione sta per prendere servizio a Trieste. C’è un passaggio psicologico che è narrato lungo il romanzo. Comunque, più che per comprendere, il romanzo serve a capire il destino di Maria (Carlotta Natoli), Anna (Valentina D’Agostino) e Grazia (Sabrina Martina). Il romanzo è incentrato su di loro.

Alcune delle scene si svolgono in Slovenia, dove si trova la casa di colui che definirei il vero villain di questa seconda stagione, Elio (Stefano Pesce). Sono molto curioso di comprendere questa singolare scelta, se è dettata semplicemente dall’ambientazione o se vuole essere un qualche riferimento specifico ad altro…
L.V.: Entrambe le cose. Da una parte, l’ambientazione triestina ci ha portati naturalmente allo sfruttamento del potenziale del territorio. È una terra di confine e volevamo raccontare un uomo che vive al confine sia fisicamente che caratterialmente. Così è nato Elio e così è nata l’idea di fare della Slovenia la sua base. E poi, come dico fin dalla prima stagione, questa serie è un grande omaggio alla madre dei murder mystery televisivi, “I segreti di Twin Peaks”! La vittima della prima stagione si chiamava Laura – come Laura Palmer – e qui abbiamo scelto di mandare i nostri eroi al confine con un altro paese, come facevano l’agente Cooper e lo sceriffo Truman quando scoprivano il link dell’indagine con il locale One Eyed Jack.

Considerato il finale nettamente chiuso che abbiamo visto in tv, c’è reale ed effettivo spazio per un futuro proseguimento della serie, visto il suo successo o non è proprio contemplato?
L.V.: Ovviamente il sequel noi lo avevamo pensato e abbiamo anche un soggetto molto dettagliato. Tuttavia non credo che Mediaset voglia proseguire la serie e non mi pare che, per ora, ci siano piattaforme streaming interessate a recuperarla, come accaduto per altre serie invece come “The Killing” o “La Casa di Carta” per citarne alcune. In ogni caso, non dovesse farsi la terza stagione sotto forma di serie tv, proveremo a pubblicare la storia in altro modo. Di sicuro, prossimamente, vedrete tornare il personaggio di Luisa Ferrari in una serie a fumetti prequel pubblicata da Editoriale Aurea (ndr. Valenti è anche autore di fumetti). Stiamo ancora muovendo i primi passi, non ci sono ancora date di uscita ufficiali, ma accadrà.

Furio Spinosi