L’angolo di Michele Anselmi

Che magnifico nome d’arte era Anouk Aimée, così evocativo ed esotico insieme. In realtà si chiamava Nicole Françoise Florence Dreyfus l’attrice francese scomparsa oggi a 92 anni. Una presenza a suo modo unica nel cinema internazionale, il simbolo di un certo charme francese, ma anche un’interprete sofisticata e audace, capace di trascendere i cliché che le avevano appiccicato addosso e di concedersi vacanze cinematografiche non convenzionali, a partire da “La dolce vita” di Federico Fellini o “Salto nel vuoto” di Marco Bellocchio (per il quale, sembra assurdo oggi, vinse nel 1980 il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes pur essendo doppiata in italiano). L’ultima volta che l’ho vista al cinema è stata forse nel 2019, in “I migliori anni della nostra vita”, dove rincontrò Jean-Louis Trintignant per il terzo episodio di “Un uomo, una donna”, sempre sotto la regia di Claude Lelouch. Incarnava l’elemento vitale di quella mitica coppia, la donna capace ancora di mettersi in gioco.
Michele Anselmi