L’angolo di Michele Anselmi

Scopro ora, leggendo un post di Roberto Silvestri, che è morto Peter Del Monte. Aveva 77 anni, da anni viveva a Santa Marinella, fuori dal giro. Mi dispiace davvero. C’è stato un tempo, nel cinema italiano, in cui Del Monte ha svolto una presenza assidua, a tratti appartata, un po’ scabra, in linea con il carattere dell’uomo: ruvido e soave allo stesso tempo. Aveva debuttato nel 1975 con “Irene Irene”, e certo i suoi film, da “L’altra donna” a “Piso pisello”, da “Invito al viaggio” a “Giulia e Giulia”, non raggiungevano sempre il grande pubblico, ma veniva sempre accolti volentieri dai festival e dalla critica. Del Monte custodiva un’idea personale di “cinema d’autore”, non necessariamente ostica; adorava sempre mettersi in viaggio coi suoi personaggi un po’ sbilenchi. Il suo ultimo film, faticosamente girato nel 2014 e passato pressoché inosservato, si chiamava “Nessuno mi pettina bene come il vento”: un titolo fantasioso, come molti inventati da questo regista dall’eloquio fine e dal viso allungato al quale piaceva raccontare le strettoie dell’esistenza in bilico tra realismo e poesia, perseguendo un rigore estetico che è stato la sua qualità migliore.

Michele Anselmi