Il responsabile delle risorse umane | Incontra la morte e ritrova la vita  

Mentre il lavoro langue e i lavoratori assistono impotenti alla perdita di garanzie e diritti che si immaginava intoccabili e acquisiti, arriva nelle sale il film di Eran Riklis Il responsabile delle risorse umane. Tratto dal romanzo omonimo di Abraham Yehoshua, di cui segue il racconto fedelmente, senza venir meno per questo al suo ruolo di autore. 
 
Yulia giace, vittima di un attentato suicida, nell`obitorio di Gerusalemme; nessuno reclama il suo corpo. Sarà il suo cartellino di operaia del più grande panificio della città a darle un nome e scatenare una polemica mediatica sulla insensibilità dell`azienda che ignorava persino la sua esistenza. Al responsabile delle risorse umane (Mark Ivanir) viene affidato l`incarico di salvare il buon nome della fabbrica dall`anziana proprietaria, scoprire come questo sia potuto accadere ed organizzare il funerale della vittima. 

Questo è solo il prologo, forse un po` lungo, dove in una città tormentata dal conflitto israelo-palestinese, la vita comunque scorre e questi accadimenti sembrano farne parte con terrore e sgomenta abitudine allo stesso tempo. Il responsabile, insoddisfatto del suo incarico, lo vive inizialmente con distacco, lo stesso forse con cui guarda ai suoi dipendenti ma anche alla sua vita esistenziale e sentimentale in rovina. Anche un giornalista di un quotidiano locale si aggiunge, incalzandolo nelle accuse e in cerca di scoop, a rendergli il compito ancora più gravoso. 

Qui entriamo nel classico road-movie, la vittima è un`immigrata rumena, la salma dovrà essere riportata nel suo paese. Il viaggio sarà lungo, avventuroso pieno di ironia ed amarezza: la console bizzarra, il di lei marito incapace sarà l`interprete, il marito – ormai divorziato – di Yulia, il figlio adolescente ribelle e incattivito dalla solitudine e dalla miseria che ha divorato le ex potenze dell`est europeo, l`autista chiassoso ma saggio… Un remoto sperduto bunker strategico monumento alla perduta gloria militare, ai temi della guerra fredda e alla insensatezza della guerra, sarà, al momento, rifugio dalla tempesta di neve e fortunoso ricovero per il responsabile intossicato dal cibo o dai suoi pensieri. 

Ma sarà proprio la compagnia di questa donna scomparsa tragicamente mentre inseguiva il suo piccolo sogno di pace e serenità a far riflettere questa improvvisata comitiva.

E come in una moderna fiaba yiddish, in cui passato e presente s`incontrano, in un lontano gelido villaggio della Romania anche il responsabile delle risorse umane ritroverà la sua umanità. Come giusto sarebbe per chi chiamato a svolgere questo delicato incarico, contraddistinto invece più sovente da un aspro cinismo. Accompagnano questo improbabile ma simbolico viaggio le musiche allegre, chiassose o malinconiche di Cyril Morin, un piacevole incontro fra temi israeliani con misurate contaminazioni tzigane.


Claudio Cortellessa