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John Turturro torna Jesus Quintana, ma rifà “I santissimi”

L’angolo di Michele Anselmi

Non si capisce bene che cosa siano le sette “preaperture” della Festa di Roma proiettate tra il 14 e il 16 ottobre, prima dell’inaugurazione ufficiale di giovedì 17. Sono piccole cortesie fatte per dare una mano al lancio di quei film o rientrano, sia pure di sguincio, nella linea estetica della kermesse romana diretta da Antonio Monda? Vai a saperlo.
Certo è che “Jesus Rolls – Quintana è tornato” si poteva tranquillamente lasciarlo fuori. Benché scritto, diretto e interpretato da John Turturro, che pure ha dimostrato in passato di essere un discreto regista, il film è davvero disarmante, fragile, impastrocchiato; e poco aiuta sapere che sia il remake della commedia folle/amarognola “I santissimi” diretta da Bertrand Blier nel lontano 1974 (era tratta dal suo stesso romanzo “Les Valseuses”).
Direte: ma che c’entra allora Jesus Quintana, il violaceo campione di bowling che fu avversario del “Drugo” nel divertente “Il grande Lebowski”, con quel precedente francese? Turturro deve aver pensato che fosse una buona idea ispirarsi a quel personaggio irriverente e cialtrone, “macho” impenitente tra goffo e ridicolo, per dare un po’ di colore locale in chiave “gipsy” alla vicenda risuolata per lo schermo.
E quindi ecco Turturro, Bobby Cannavale e Audrey Tatou nei ruoli che furono di Gérard Depardieu, Patrick Dewaere e Miou-Miou. “I santissimi” fu accusato dai benpensanti di essere un film “sessualmente depravato”, molto cinico, anarcoide, parecchio immorale.
“Pur non privo di astuzie nel suo calcolato nichilismo, c’è nel film un’amarezza di fondo autentica che emerge nel miglior episodio, il breve incontro con una ex carcerata” scrive “il Morandini”. Vale anche per il remake: nei panni che furono di Jeanne Moreau, la malinconica Susan Sarandon si sottopone a una maratona erotica, a suo modo premurosa e gentile, destinata però a finire male.
Ma per il resto “Jesus Rolls – Quintana è tornato” aggiorna il maschilismo buffo dei due protagonisti, maldestri, mitomani e un po’ criminali, per metterlo a confronto con la sessualità disinvolta, benché anorgasmica, della parrucchiera Marie. Canottiere blu, pantaloni bianchi, cappelli, canne da pesca, situazioni, sequenze, battute: Turturro copia per bene e cita in quantità. Ma la commedia “on the road” non centra mai i birilli, nonostante il rituale magico di Quintana: la lingua passata sensualmente sulla palla prima del lancio. Per chi fosse interessato a vederlo, il film esce nelle sale giovedì 17 ottobre con Europictures.

Michele Anselmi

(Nelle foto: la stessa scena finale di autostop in “Jesus Rolls – Quintana è tornato” e nel film originale “I santissimi”)

 

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