HIGHLIGHTS Recensioni

“La mappa delle piccole cose perfette”. Ricominciare da capo, ma con stile e ottimismo

Dal 12 febbraio è su Amazon Prime Video “The Map of Tiny Perfect Things”, la commedia adolescenziale adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Lev Grossman, che si rifà dichiaratamente a film quali “Edge of Tomorrow” e “Ricomincio da capo”.

“La mappa delle piccole cose perfette” racchiude le vicissitudini di un mondo ordinario in cui, però, il tempo è fermo sempre allo stesso giorno. La sveglia suona sempre alla stessa ora, le persone fanno e dicono sempre le stesse cose. Questo apparente incubo non è vissuto con troppo sconforto o rassegnazione dal giovane Mark (Kyle Allen), l’adolescente e ottimista protagonista della storia, che è anche l’unico cosciente della situazione. Costretto in questo loop senza fine, con quella monotonia ha però imparato a giocarci; il ragazzo si alza ogni mattina rivivendo con tranquillità e con il sorriso ogni giorno gli stessi eventi, fin quando, all’improvviso, qualcosa cambia. L’incontro con l’esuberante Margaret (Kathryn Newton) porterà con sé una ventata di novità ma anche di sollievo per Mark che, affascinato dalla personalità eccentrica ed originale della ragazza, troverà in lei molto più di un’amica. Anche lei è schiava cosciente di quel blocco temporale, e i due si conforteranno e sosterranno a vicenda, cogliendo e custodendo ogni volta i lati migliori della loro giornata infinita.

Un tono allegro e spensierato pervade la pellicola dal primo all’ultimo dei 100 minuti totali della sua durata, concretizzandosi in musiche vivaci, nelle inquadrature movimentate e nella fotografia dai toni brillanti e accesi. Tutto nel film rimanda ad un’atmosfera surreale e sognante; Ian Samuels alla regia gioca sulla resa nel film di un’aria sempre leggera e frizzante, rispecchiando il tono narrativo del romanzo da cui la pellicola è tratta. Non c’è posto per sentimenti negativi o tragici che anche sarebbero giustificati dalla particolarità degli eventi raccontati. Al contrario, la nostra attenzione è posta non tanto sul modo per uscire da quel loop – ma sarà presente anche questo aspetto – quanto nella possibilità di trovare, anche all’interno della situazione meno allettante, il modo per apprezzare le belle, piccole cose di ogni giorno.

Dal punto di vista narratologico l’andamento della trama, ritmico e serrato all’inizio, tende a perdersi nella parte centrale del film, in cui è dedicato forse un tempo eccessivamente dilatato all’incontro e successive peripezie dei due protagonisti. La caratterizzazione e interpretazione di questi ultimi risulta invece convincente, in grado di reggere quasi esclusivamente soli (soprattutto Kathryn Newton) l’intera durata del film. Il risultato finale è comunque una spensierata e delicata commedia per giovani adulti, che sa guardare al lato positivo delle cose e invita a non arrendersi di fronte a nulla.

Chiara Fedeli

Condividi quest'articolo