A pochi giorni dall’uscita su Star Original, sotto-piattaforma del colosso dello streaming Disney+, la serie “Le fate ignoranti” sicuramente incuriosisce e ammalia, soprattutto il pubblico di aficionados di Özpetek e quello LGBT. Il dubbio che sorge spontaneo per molti è il seguente: a che pro realizzare una (mini)serie ispirata a un film se non si discosta, a livello di trama, dal soggetto originale? La domanda è lecita, in quanto ciò che trova maggior spazio o si affaccia all’opera per la prima volta, non avendo avuto modo di emergere nel film originale di vent’anni fa circa, per quanto sia piuttosto curioso, di gusto giovanile e sensuale, forse non è abbastanza.

I migliori episodi di questo ciclo seriale ripartito in 8 capitoli rimangono quelli diretti da Özpetek, dunque il pilota e gli ultimi due. Il regista turco è indubbiamente migliorato moltissimo a livello tecnico ed è diventato una sorta di istituzione, un punto di riferimento sia per giovani aspiranti registi sia per gli attori che, all’infuori di qualche nome più blasonato, spesso sono poco conosciuti ad un largo pubblico o del tutto sconosciuti. Ciò che funziona e migliora il prodotto qui sta proprio nelle figure di contorno e nel tratteggiare meglio, o ex novo, questi personaggi. Mentre il fantasma di Massimo, interpretato da Luca Argentero nell’episodio pilota, rimane ad aleggiare negli incipit di tutte le altre puntate (e non solo), come una sorta di lettore dell’anima dell’opera, con aforismi e massime degne dei baci Perugina, e dell’anima dei suoi personaggi. La controparte nella coppia “clandestina”, interpretata da Eduardo Scarpetta, è anche lui non del tutto convincente, e soprattutto sembra sostanziare un grosso miscasting. Da una parte c’è il “bello che non balla”, e ce lo facciamo piacere in quanto, come in “Saturno contro”, ce lo propinano a piccole dosi, dall’altra, c’è un attore senza dubbio promettente come Scarpetta, ma che in questo ruolo non ci azzecca minimamente. Il confronto con Stefano Accorsi è inevitabile e sembra, anche a causa di un cambiamento nel personaggio di Michele rispetto all’originale, di stare davanti a una persona completamente diversa. Cristiana Capotondi, in questa sorta di triangolo, ne esce meno a pezzi, anche se nel quadro d’insieme non si riesce a trovare un reale interesse nelle nuove incarnazioni dei personaggi.

Da Vera, la trans che viene dalla campagna e non ha più rapporti con la propria famiglia, alle due coppie gay composte da Ambra Angiolini e Anna Ferzetti, Edoardo Purgatori e Filippo Scicchitano, fino a Luisella (Paola Minaccioni) l’ortolana, traspare tutta la genuina energia di questa seconda vita per “Le fate ignoranti”. Dulcis in fundo, si fa un ritorno a casa con i personaggi di Serra (Ylmaz) e Asaf (Burak Deniz) e il loro viaggio in una Istanbul calda, fotografata divinamente, dove ci sono faccende rimaste sospese per anni e anni, ma senza mai addentrarsi troppo nelle vicende storico-politiche, perché di questo Özpetek, con l’eccezione di “La finestra di fronte”, non si è mai esplicitamente occupato ed è diventata la sua cifra inconfondibile.

Furio Spinosi