“L’estate in cui imparammo a volare”, nuova serie Netflix,  racconta l’adolescenza e l’amicizia tra due giovani donne: Kate e Tully, due anime gemelle che per più di quarant’anni sono state il punto di riferimento l’una dell’altra. Tully è esplosiva, vivace, dinamica e problematica; figlia di una madre tossicodipendente e di un padre inesistente, decisa a diventare “una persona che conta”. Kate, al contrario, è posata, riflessiva ed estremamente insicura, ha una grande talento per la scrittura ed ambisce a diventare una producer.

La vita non segue percorsi stabiliti, non risparmiando alle due donne amori, dolori e strazianti separazioni in un viaggio lungo oltre quarant’anni. Lo show, attraverso una serie di flashback, riesce a raccontare perfettamente vita e amicizia tra le giovani protagoniste, così diverse, ma così indissolubilmente legate. Un’amicizia così forte da riuscire a superare sfide ed ostacoli. L’intera serie si regge su Kate e Tully, sono loro le protagoniste indiscusse della scena: è il loro avvicinarsi ed allontanarsi in un ciclo che si ripete a muovere chi gli sta intorno, influenzando situazioni e personaggi secondari. Il loro rapporto è indubbiamente il fulcro dell’intera storia, poco altro conta, poco altro diviene veramente rilevante per il buon funzionamento dello show.

Le vediamo nei primi anni della loro amicizia, al college, alle prese con i primi lavori e con le relazioni che, negli anni, le hanno segnate e cambiate, seguendo un filo conduttore, seguendo una nuova tematica, episodio dopo episodio, riuscendo a mostrare sfaccettature diverse dei protagonisti e lasciando allo spettatore la possibilità di affezionarsi. “L’estate in cui imparammo a volare”, tratto dall’omonimo romanzo di Kristin Hannah, riesce a raccontare perfettamente le vite delle protagoniste dall’adolescenza all’età adulta, mostrando due donne credibili e ben riuscite. Kate e Tully si dimostrano donne realistiche, con risvolti umani particolarmente riconoscibili: non c’è retorica dietro le loro vite, c’è vita, con gli alti e i bassi che essa comporta.

La serie, bell’esempio di  coming of age, riesce a trasportarti nelle vite delle protagoniste, solcando decenni diversi e vivendo i dolori e le gioie che vengono proposte. La prima stagione, dopo un susseguirsi di colpi di scena più o meno prevedibili, decide di non regalare a chi guarda un finale, e lascia molto di ciò che ha mostrato aperto, rimandando, probabilmente, ad una seconda stagione che, ad ora, non è ancora stata annunciata, ma che sembra essere in programma. Si presume quindi che le vicende di Tully e Kate, nonostante un finale burrascoso tra le due, non siano finite.

Flavia Arcangeli