L’angolo di Michele Anselmi

Una bella gatta da pelare per Valeria Bruni Tedeschi, e insieme un drammatico caso personale. Stamattina la 58enne attrice ha presentato a Roma il suo nuovo film da regista. Si chiama “Forever Young – Les amandiers”, è passato in concorso a Cannes e dal 1° dicembre sarà in 120 sale con Lucky Red; e proprio stamattina, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio, Bruni Tedeschi s’è ritrovata su “Libération” la prima pagina che vedete qui a fianco. Sofiane Bennancer, classe 1997, è uno dei tre interpreti principali del film, nonché suo attuale compagno. L’indagine penale a carico di Bennancer non è di poco conto, ci sarebbero denunce molto documentate da parte di alcune donne, così almeno scrive il quotidiano francese, ma certo resta la presunzione di innocenza, ci mancherebbe altro. Semmai è da chiedersi perché un giornale così autorevole abbia voluto aprire la sua prima pagina, con tutto ciò che sta succedendo al presidente Macron, su questo tema. Ma sono fatti loro, In ogni caso ecco quanto, dopo aver inviato la nota alla France Press, Valeria Bruni Tedeschi ha letto ai giornalisti, con voce tesa, per dire la sua sulla vicenda, prima che l’incontro-stampa si concentrasse sul film, di cui parlerò ampiamente nei prossimi giorni, in prossimità dell’uscita. Ecco, di seguito, l’intero comunicato.

Michele Anselmi
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■ di Valeria Bruni Tedeschi
Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Tengo ad esprimere, innanzitutto, il mio grande rispetto per la libertà di parola delle donne e il mio profondo attaccamento al fatto che possano essere ascoltate.
Sono stata io stessa vittima di abusi durante la mia infanzia e conosco il dolore di non essere stata presa sul serio. Ho dei figli ed è fondamentale per me, più di ogni altra cosa, che vivano in una società che li ascolti e li protegga.
Ciò non mi impedisce, tuttavia, di essere sbalordita, leggendo il quotidiano “Libération” di oggi, di vedere il trattamento riservato a un giovane uomo oggetto di un’ indagine penale in corso, senza alcun rispetto per le persone che stanno lavorando su questa indagine, né per il principio di presunzione di innocenza.
Sono rimasta artisticamente impressionata da Sofiane Bennacer sin dal primo secondo del casting del mio film e ho fortemente voluto che ne fosse l’attore principale nonostante le voci che circolavano, di cui ero a conoscenza.
I miei produttori hanno espresso timori e riserve, ma gli ho comunicato che queste voci non dovevano mettere in discussione questa scelta e che era impensabile per me fare il film senza di lui.
Mi hanno dato fiducia, nel rispetto che dimostrano per le scelte artistiche delle loro registe e dei loro registi. Li ringrazio e mi assumo la piena responsabilità della mia scelta.
Successivamente, abbiamo saputo che era stata presentata una denuncia. Le riprese erano allora iniziate, e cambiare attore avrebbe creato ostacoli giuridici insuperabili.
Per quel che mi riguarda, avevo avuto modo di conoscere Sofiane Bennacer da diversi mesi sul lavoro, in particolare durante il lungo periodo delle prove, ed ero completamente sicura delle sue qualità umane: quando filmi qualcuno, vedi chi hai di fronte di a te.
Questa mattina sono indignata nel vedere che un giornale come “Libération” possa calpestare a tal punto il principio della presunzione di innocenza, ostentare vergognosamente questa vicenda, e mettere in prima pagina la foto di un giovane uomo con del sangue sulle mani.
Ad oggi, è chiaro a tutti che non è stato ancora giudicato, e questa scelta editoriale non è secondo me altro che un puro linciaggio mediatico, ben lontano dalla volontà di informare in modo obiettivo e imparziale.
Aggiungerei che decine e decine di persone si sono dedicate con passione e impegno totale al film, e che questo approccio è profondamente irrispettoso di tutto il loro meraviglioso lavoro.
Non devo esprimermi sulla mia vita privata, ma visto che sono tenuta a renderne conto, voglio dire che abbiamo effettivamente una relazione amorosa, ma questo rapporto è iniziato molto dopo la fine delle riprese, ed è basato innanzitutto su un’amicizia profonda.
Ora, non vorrei più parlare di questo, parliamo del film.