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“Little Fires Everywhere”: ciò che conta nella vita (di una donna)

“Little Fires Everywhere”, sono i fuochi che incendiano gli schermi e i cuori degli spettatori, d’un tratto giudici, ma anche complici delle storie di vita di tre donne molto diverse tra loro. Tre donne, tre madri, tre origini. Mia, Elena e Bebe hanno dovuto affrontare delle scelte difficili. Il minimo comun denominatore di tutto è Shaker Heights, elegantissima e ricca cittadina in una contea dell’Ohio, luogo in cui Celeste Ng, autrice del romanzo che ha ispirato la miniserie è nata e cresciuta, luogo dell’apparente perfezione, e luogo in cui le vite delle tre donne sono destinate ad incontrarsi dando avvio ad un racconto drammatico, in cui si intrecciano tematiche importanti e riflessioni profonde.

A Shaker Heights vive Elena (Reese Whiterspoon), personificazione del perbenismo del quartiere e di una società che costringe le madri a dover sacrificare tutta una vita di donna in funzione della maternità. Elena nella villa maestosa vive col il marito avvocato (Joshua Jackson) e i loro quattro figli, l’atleta Trip, la perfetta Lexie, il nerd Moody e Isabelle, la pecora nera della famiglia. Nella cittadina arriva Mia Warren (Kerry Washington), artista non convenzionale e ideale di donna e madre specularmente opposto a quello di Elena. La donna, di origini afroamericane, è con sua figlia Pearl, ma non ha mai sacrificato la propria vocazione d’artista per dedicarsi esclusivamente alla maternità. Al contrario, le due non hanno mai avuto un luogo fisso nella vita, ma Shaker, patria dell’integrazione e del perbenismo, sembrerebbe essere un posto ideale in cui tentare, per una volta, una vita ordinaria. L’incontro tra le due donne sconvolgerà gli equilibri delle famiglie costruiti nel tempo e i loro segreti, e si rivelerà la scintilla pronta a scatenare le fiamme nelle loro vite.

La questione del giudizio è un lato fondamentale della serie dal cast d’eccezione. Una delle scene portanti avviene proprio in un tribunale, luogo del giudizio per eccellenza. Arriva quasi sempre il momento in cui lo spettatore decide dalla parte di quale personaggio schierarsi o quale causa abbracciare. Questo non avviene in “Little Fires Everywhere”, in cui le vicende sono costruite con un’oggettività tale da rendere impossibile e inutile il nostro giudizio. Non solo, questo prodotto scardina le nostre convinzioni pregresse, mostrandoci il punto di vista della minoranza, degli emarginati, di chi compie scelte che vanno controcorrente. Dalla capacità interpretativa degli attori alla complessità della sceneggiatura da cui è tratta la serie, fino alla consapevolezza – e anche il coraggio – con cui sono affrontate tematiche di un certo peso. “Little Fires Everywhere”, su Amazon Prime, è un prodotto di qualità, originale e potente, che sa toccare le corde emotive giuste e portare alla riflessione profonda sulle questioni importanti della vita.

Chiara Fedeli

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