Dopo quattro anni di attesa, l’attesissimo film “L’ombra di Caravaggio” di Michele Placido vede finalmente la luce all’interno della diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Michele Placido porta sul grande schermo un ritratto autentico del Caravaggio: un’ispirazione nata – come racconta lo stesso regista in conferenza – nel lontano 1968, quando ancora studente all’Accademia di Roma trascorreva i pomeriggi a Campo de’ Fiori insieme ai suoi colleghi all’ombra della statua di Giordano Bruno.

“A distanza di 54 anni quel sogno, conservato gelosamente nel taccuino dell’adolescenza, ha preso vita regalando allo spettatore un racconto cinematografico che restituisce a Caravaggio, al secolo Michelangelo Merisi, tutta l’autenticità dell’artista con i vizi, le virtù e la profonda umanità di un uomo che, oltre al talento, aveva un mondo. È proprio questo il punto di forza del “mio” Merisi: mostrare, senza paura, l’uomo dietro l’artista e di conseguenza l’artista dietro i drammi e il carattere dell’uomo” afferma Michele Placido in conferenza.

In “L’ombra di Caravaggio” c’è tutto: ci sono le donne, le sante e le puttane, c’è il santo e il profano, ci sono i vizi di un uomo talentuoso e ribelle, ma soprattutto c’è il lato oscuro quello che da sempre accompagna il racconto accademico e scolastico del genio lombardo in grado di illuminare il mondo partendo da una tela nera.

La storia rappresentata da Placido inizia nel momento in cui il Pontefice, espressione massima del potere sulla Terra, chiede a un fidato uomo dell’Entità (i servizi segreti della Santa Sede) di condurre un’investigazione su Caravaggio: da questo l’ombra, per decidere se concedere o negare quella Grazia che il pittore chiede da tempo. Precisamente, dal giorno in cui si è macchiato dell’omicidio di un uomo, dal giorno in cui sulla sua testa pende una condanna a morte.

Il film, che è una produzione Goldenart Production con Rai Cinema e una coproduzione italo francese con Charlot, Le Pacte, Mact Production, in collaborazione con Film Commission Regione Campania, Regione Lazio e QMI, vede la partecipazione di attori internazionali come Louis Garrel, Isabelle Huppert e Lolita Chammah oltre che Riccardo Scamarcio, il giovanissimo Tedua e Micaela Ramazzotti.

“Abbiamo dei punti in comune io e Michelangelo Merisi – ha raccontato Riccardo Scamarcio in conferenza stampa – siamo entrambi due provinciali. Siamo arrivati a Roma entrambi mossi da una grande passione: per me il cinema, per lui la pittura”.

“Quando ho parlato con Michele Placido del film, aveva una febbre negli occhi, un’urgenza e l’ho immaginato come Elvis Presley. Un ragazzo di provincia con una grande passione, un grande talento e anche un grande rigore per certi versi nei confronti dell’arte. Per primo quest’uomo ha rappresentato le immagini sacre, il Paradiso, i santi partendo da un fondo nero e usando la luce in maniera magistrale. Ho
cercato di dare a Caravaggio una specie di febbre, la stessa che ho visto negli occhi di Michele e che a volte ho anche io” ha concluso Scamarcio.

Il film, girato tra Roma e Napoli, è un’esagerazione della bellezza e della cultura italiana: tra chiese, quadri, abiti e musiche studiate perfettamente. “L’ombra di Caravaggio” di Michele Placido, nonostante la lunghezza, ha la pretesa di essere un film di successo che darà lustro all’Italia nel mondo.

Flavia Arcangeli