“Mia” arriva nelle sale italiane con la grinta delle grandi storie, quelle scritte per lanciare un messaggio. È proprio questo il senso del nuovo film di Ivano De Matteo, pellicola cupa e profonda che racconta senza buonismi o pietismi di genere l’amore tossico e la disperazione di una famiglia distrutta. “Mia” è questo: un doloroso e struggente racconto di un amore che non può definirsi tale, delle dinamiche e delle tragiche conseguenze che una relazione tossica e il revenge porn hanno sulla vita di un’adolescente e di come queste situazioni annientino dolorosamente la quiete familiare nella periferia di Roma.
Ivano De Matteo, con questo nuovo film, porta sul grande schermo una regia essenziale, senza particolari guizzi stilistici, la storia di Mia (interpretata da una giovanissima e talentuosa Greta Gasbarri): una ragazzina di quindici anni che vive liberamente la sua adolescenza tra partite di pallavolo, pizzate con le amiche e una famiglia che la supporta in tutto. La sua vita – e di riflesso quella dei suoi genitori – viene sconvolta quando la ragazza si innamora e intraprende una relazione con un ragazzo di nome Marco che in breve tempo si rileva essere un soggetto manipolatore, violento e narcisista che allontana Mia da tutti i suoi cari spegnendo la luce che fino a poco prima splendeva nei suoi occhi blu di ragazza.
Il primo ad accorgersi di questo cambiamento repentino è Sergio, il padre, che in un primo momento appare come troppo apprensivo e pressante, ma che durante il corso del film prende coscienza di quanto sia necessario e bello vedere la figlia vivere la sua età con spensieratezza, finendo per provare una forte nostalgia per i momenti di ribellione e per gli atteggiamenti della ragazza che non comprendeva e giudicava. Sergio e sua moglie Valeria lottano con tutti i mezzi che hanno a disposizione per poter rivedere la luce che emanava la loro Mia brillare di nuovo, ma non sempre gli sforzi fatti riescono ad evitare che il male abbia la meglio.
“Mia” è la storia di tanti adolescenti vittime di menti manipolatrici e narcisistiche che colpiscono la loro “preda” minando alle fondamenta che porta il dolore nel corpo e nella mente di un’intera famiglia che si ritrova distrutta, schiacciata sotto i senti di colpa di chi – purtroppo – non ha colto tutti i segnali al momento giusto.
Il film di Ivano De Matteo non è perfetto, soffre sicuramente il peso di alcuni stereotipi e di un’introduzione didascalica, ma sa colpirti in pieno petto mostrandoti la cruda realtà e soprattutto la facilità con cui determinate cose accadono. Degno di nota e per questo non trascurabile è l’interpretazione magistrale di Edoardo Leo che ci regala – ancora una volta – un personaggio potente che vive il suo strazio attraverso un disperato bisogno di giustizia, una recitazione potentissima che lancia un messaggio comunicativo capace di coinvolgere e sensibilizzare anche chi pensa di essere estraneo alla faccenda.

Flavia Arcangeli