La Mostra di Michele Anselmi per Cinemonitor / 9

Lo confesso: quando è partito il balletto tra Jasmine Trinca e Louis Garrel al suono di una canzone dei Rolling Stones, prima in casa davanti alla libreria e poi in mezzo alla strada con un gruppo di danzatori professionisti, be’ ho pensato al peggio. E cioè che neanche Nanni Moretti, invecchiando, sa rinunciare ai cliché che pure contribuì a diffondere nel cinema italiano. Anzi: ogni volta si ripete.

Naturalmente Moretti in concorso alla Mostra di Venezia è una notizia; l’ultima volta che portò un film qui fu nel 1989, con “Palombella rossa”, rifiutato inspiegabilmente dall’allora direttore Guglielmo Biraghi e recuperato in extremis dalla Settimana della critica. Poi più nulla, a parte una controversa presidenza di giuria.

Si capisce quindi la piccola frenesia che ha accompagnato oggi l’arrivo al Lido di “Succederà questa notte”, il film liberamente tratto dalla raccolta di racconti “Legami” di Eshkol Nevo. Già con “Tre piani” Moretti s’era cimentato con lo scrittore israeliano; ora fa il bis, pigliando quel che gli serve da quelle venti novelle, per costruire una trama unitaria, con l’aiuto da Federica Pontremoli e Valia Santella.

Com’è? Diverso da “Il sol dell’avvenire”. Non c’è la politica di mezzo, il cinema messo in scena lambisce appena il racconto, si parla soprattutto d’amore: relazioni, sentimenti, attese, tradimenti, sesso, figli e genitori, incontri e abbandoni. Uscirà il 3 dicembre con 01 Distribution, ma intanto oggi è stato presentato, con le attenzioni che merita il personaggio, nella giornata clou di questa 83esima Mostra.

Direi una bugia se dicessi che m’è piaciuto. Ma sono certo che piacerà al grande pubblico, specie femminile, quando arriverà nelle sale sotto Natale. Trovo che il film, stretto nella misura aurea di 103 minuti, non colga lo spirito della pagina scritta, il che è naturalmente legittimo; ma soprattutto inventa una storia, che si srotola nell’arco di diciassette anni con tanto di scritte indicative, poco coinvolgente, molto “recitata”, da retrogusto senile, affogata nella musica pomposa di Alberto Iglesias e fotografata pallidamente da Francesco Di Giacomo.

Lo scrivo solo per chi avesse letto il libro. Mi pare che i racconti evocati, sia pure per rielaborarli e pigiarli nell’ambientazione romana, siano un bel gruppetto: da “Hungry Heart” a “Meno drammi possibile”, da “Forty-Love” a “Trattamento di coppia”, da “Come l’acqua” a “Non ti piacerà”, da “Campane” appunto a “Succederà questa notte”. Ma poi, certo, c’è il film da vedere nel suo insieme, senza testo a fronte, dove si rievoca l’amore tribolato, sempre mancato e in cerca di una seconda occasione, tra Matteo e Greta, ovvero Garrel e Trinca.

I due s’annusarono su un campo da tennis: lui con un figlio avuto da una ragazza norvegese rimasta a Oslo per non finire triturata dalla molesta famiglia italiana; lei nel giorno del suo matrimonio con un uomo che forse non ha mai amato e non amerà. Passano gli anni, appunto diciassette, e i due si sfiorano, si desiderano, si separano, fanno molto l’amore di nascosto dai loro coniugi e infine si allontanano. Finché una sera, in uno strano happening di letture…

La frase chiave di tutto il film mi pare questa: «Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?». Ma trova spazio anche un altro dilemma, agitato dai personaggi, rispetto alle conseguenze dell’amore: «Dev’essere proprio tutto o niente?». Vai a saperlo.

Echeggiano, tra le tante canzoni, “Hungry Heart” di Bruce Springsteen e “She’s a Rainbow” degli Stones, Nanni Moretti appare per poche sequenze nel ruolo del paziente padre di Greta, l’incipit in Norvegia e in India più il viaggio musicale a San Sebastián lasciano quasi subito posto alla più confortevole ambientazione capitolina, dove l’invaghito Matteo-Garrel e l’irrequieta Greta-Trinca si misurano con attori cari al regista: Angela Finocchiaro, Elena Lietti, Andrea Lattanzi…

Applausi anche alle proiezioni per la stampa, ma questo già si sapeva.

Michele Anselmi