“Nel mio nome”, documentario scritto e diretto da Nicolò Bassetti, racconta la storia di quattro ragazzi che, accomunati da un percorso di transizione di genere da un’identità femminile ad una maschile, sono alla ricerca del loro vero io. Il titolo, ideato e ricercato dal docente di filosofia Emilio Mazza, caro amico di Bassetti, rappresenta lo spirito di riappropriazione identitaria inseguito dai quattro protagonisti. Nico, 33 anni, Leo, 30, Andrea, che di anni ne ha 25, e il ventitreenne Raff si servono di un podcast per raccontare il loro cammino, fatto di incomprensioni e difficoltà. Bassetti ha voluto mostrare gli spaccati della vita quotidiana dei ragazzi, esplorando l’universo della transessualità e di ciò che vuol dire convivere per i protagonisti con sé stessi. Un elemento fondamentale che ritorna in varie scene è lo specchio, ciascuno dei ragazzi infatti viene mostrato nell’atto di specchiarsi per osservare il proprio vero io prendere forma in quel riflesso.

La narrazione elabora magistralmente le implicazioni fisiche, psicologiche e legali affrontate dai protagonisti, portando lo spettatore ad osservare i rapporti di questi con le loro famiglie e conoscenti. L’amicizia che accomuna i quattro viene esplorata nella sua completezza, mostrando un rapporto fatto di risate, confronti, idee ed uscite, ma, cogliendo l’elemento fondamentale, il supporto reciproco in questo loro percorso. Ognuno fuori dal gruppo conduce una vita all’insegna delle rispettive passioni e lavori, che non a caso sembrano una chiara metafora della ricostruzione del sé. La musica, l’agricoltura, la conduzione di una ciclofficina e la scrittura rappresentano i mezzi con cui i ragazzi hanno dato forma alla propria crescita, pur trovandosi in periodi della vita diversi, tra chi come Andrea e Raff è alle prese con le prime decisioni importanti della vita e chi come Nico cerca di trovare un equilibrio nella vita di coppia.

Il documentario è stato presentato nella sezione Panorama Dokumente del Festival di Berlino 2022. Dietro alla sua produzione, oltre a Bassetti, vi è l’operato in qualità di produttore esecutivo di Elliott Page, che nel suo incontro con il regista ha affermato di essersi sentito raccontato, ritrovando molto del suo percorso nella vita dei quattro protagonisti. Bassetti parlando del film ha dichiarato: “questo è un film che riguarda tutti noi, riguarda la nostra identità, siamo tutti persone che vivono in qualche modo una transizione nella propria vita”.

Giordano Xefteris