“Nosferatu” è il terzo saggio che Fabio Giovannini, critico esimio e vampirologo illustre, autoprodoce con le stesse lodevoli caratteristiche, dopo “Dracula il vampiro. Il capolavoro gotico della Hammer 60 anni anni dopo” sul film di Terence Fisher del 1958 e una versione illustrata in grande formato di “Barbara Steele. Oltre l’icona del gotico” (uscito in editio minor per Shatter – ne abbiamo parlato qui). Si tratta di libri che Giovannini impagina e stampa in totale autonomia, a tiratura limitatissima (“Dracula il vampiro. Il capolavoro gotico della Hammer 60 anni anni dopo” era in 60 copie, esaurite) per poi comunicare l’uscita su Facebook. Di “Nosferatu” è disponibile una versione tascabile che riproduce (senza illustrazioni) la prima parte del libro. È acquistabile su youcanprint.it e sui principali store di libri su Internet (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, ecc.). Ma agli appassionati consigliamo vivamente di mettersi in cerca dell’editio maior

Con “Nosferatu”, volume di grande formato e altrettanto pregio, continui a percorrere una strada di pubblicazione alternativa che non ha molti uguali nell’editoria contemporanea. Puoi parlarcene?
Fabio Giovannini: Ho una ormai lunga esperienza nell’editoria. Ho lavorato per case editrici indipendenti lungo tutti gli anni novanta e primi duemila, come Datanews e Stampa Alternativa. Nel corso del tempo, da autore ho pubblicato libri con numerose case editrici, alcune straordinarie, altre oggettivamente cialtronesche. Di recente mi sono reso conto che la crisi dell’editoria cartacea rendeva sempre meno soddisfacente il mio rapporto con le case editrici: minima empatia con l’editore, distribuzione quasi inesistente, promozione nulla, cura dei volumi scarsa, rimborso economico per chi scrive vicino allo zero. Ho così deciso di mettere in pratica le competenze che avevo acquisito, accrescendole con lo studio dei programmi di impaginazione e grafica, puntando sulla stampa digitale e le iniziative di self-publishing. Ho cominciato ad autopubblicare e sono arrivato già a una decina di titoli. Il problema principale? La limitata diffusione (e l’assenza ormai cronica di curiosità da parte di molti giornalisti, accademici ed “esperti”) consegna questi libri a una cerchia ristretta di appassionati e di studiosi, i pochi che ne conoscono l’esistenza e che desiderano volumi con quelle caratteristiche. Ma i miei sono comunque libri “di nicchia” e non mi dispiace poter entrare in contatto diretto, senza mediazioni, con i lettori.

Dopo “Dracula il vampiro. Il capolavoro gotico della Hammer 60 anni anni dopo” e “Barbara Steele. Oltre l’icona del gotico”, passi ad analizzare quello che per molti è il capolavoro assoluto del cinema dell’orrore. Come ti sei avvicinato ad un’opera tanto profonda e piena di significati?
F.G.: Volevo celebrare il centenario di “Nosferatu” con un volume che analizzasse non solo la storia di un grande film, ma la accompagnasse con molte immagini e con una panoramica il più possibile esaustiva della disseminazione di Nosferatu nella cultura e nell’immaginario. Ne ho realizzato due versioni, una completa di 400 pagine in grande formato, tutta illustrata, la seconda tascabile che riproduce solo la prima parte del libro, sulla genesi e la realizzazione del film di Murnau, senza le parti dedicate alla presenza di “Nosferatu” nell’immaginario dei decenni successivi.

Puoi spiegarci la strategia che hai messo a punto per licenziare questi tre libri che non possono mancare nella biblioteca di ogni amante del cinema?
F.G.: Ovviamente sono libri che richiedono anni di elaborazione. Metto a frutto una vita intera in cui ho raccolto materiali e documentazioni sul cinema fantastico, concludendo di volta in volta ricerche che avevo già in corso da decenni. Dopo averli scritti e impaginati ho utilizzato i social per far circolare la notizia (soprattutto Facebook). Non essendo un “influencer” ho un seguito contenuto che quindi mi porta a stampare poche copie, realizzando dei libri di fatto “rari” fin dalla nascita. Parlo di poche decine di esemplari, perché non posso rischiare più di tanto, dato che la stampa su buona carta, con illustrazioni a colori e in grande formato ha un costo notevole.

Cosa pensi del mondo dell’attuale saggistica cinematografica e con quali altri progetti proseguirà il tuo lavoro nel self-publishing?
F.G.: Indubbiamente c’è una certa vivacità nella saggistica di cinema, in particolare in quella dedicata ai generi cinematografici, grazie ad alcuni editori piccoli e indipendenti. E non sono il solo che oggi veicola i propri lavori con l’autopubblicazione, vera novità dei nostri tempi destinata a destabilizzare l’editoria tradizionale. Non rifiuterei sicuramente di partecipare a progetti con editori, come del resto faccio ultimamente con Shatter. Ma ritengo di proseguire nello stesso tempo con l’editoria autoprodotta che mi dà massima libertà, mi permette di scegliere tempi e caratteristiche dei libri e spesso di avere una comunicazione diretta con i lettori, per quanto pochi possano essere. Sto preparando una collana di testi e saggi sull’immaginario vampiresco, dove pubblicherò alcune mie ricerche sull’argomento che tratto da anni. E ho in cantiere volumi su altri grandi attori e attrici del gotico e del fantastico.