L’angolo di Michele Anselmi 

La verità? Non viene neanche più la voglia, o forse non viene più a me, di seguire il discutibile/lambiccato/segreto procedimento attraverso il quale l’Anica, ovvero la Confindustria del cinema italiano, sceglie il titolo da spedire alla 94ª edizione degli Oscar nella speranza che finisca prima nella shortlist anticipata a fine dicembre e poi nella cinquina vera e propria per il miglior film non in lingua inglese. Ricordo sempre, a scanso di equivoci, che designazione non significa candidatura certa, anzi quasi mai.
In ogni caso stamattina la commissione, rimasta segreta nella composizione fino all’ultimo momento, e proprio non si capisce la “ratio” di questa stranezza introdotta anni fa dal presidente dell’Anica Rutelli (solo per evitare telefonate di pressione?), ha votato a maggioranza, scegliendo “Nostalgia” di Mario Martone.
Erano dodici i film autocandidatisi, tra i quali, per fare qualche titolo, “Il colibrì” di Francesca Archibugi, “Chiara” di Susanna Nicchiarelli, “Dante” di Pupi Avati, “L’ombra di Caravaggio” di Michele Placido, “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio, “La stranezza” di Roberto Andò. Lo so, quasi tutti non sono ancora usciti, ma lo statuto degli Oscar rende possibile la decisione anticipata a patto che i film appaiano nelle sale entro il 31 dicembre dell’anno corrente per almeno sette giorni di seguito.
Naturalmente non si tratta di scegliere il film “più bello”, bensì quello con più possibilità di piacere alla giuria secondaria degli Oscar, quella che appunto decide il vincitore in quella categoria considerata una portata minore nel menù. A me “Nostalgia” non sembra affatto una riuscita, come provai a scrivere nella recensione del maggio scorso, quando il film, dopo l’anteprima a Cannes in concorso, si presentò al giudizio del pubblico: troppo divagante, compiaciuto, a tratti prevedibile, anche nell’interpretazione di Pierfrancesco Favino da molti lodata per le sfumature vocali. Non che gli altri, perlomeno tra quelli visti dal sottoscritto, siano tanto meglio. Anzi. Dobbiamo rassegnarci, questo è il cinema che sappiamo fare. Se poi “Nostalgia” finisse nella shortlist il 21 dicembre, be’ tanto meglio, brinderò alla salute di Martone e di Medusa, nella speranza che arrivi anche la cinquina ufficiale. Ma dubito che succeda. Nel link i dettagli.

Michele Anselmi