(Michele Anselmi) La commissione dell’Anica, segretissima fino a scrutinio compiuto (e non si capisce proprio perché non si debba renderla nota prima), ha deciso: sarà il documentario creativo “Notturno” di Gianfranco Rosi il titolo designato – non candidato – dall’Italia nella speranza di concorrere agli Oscar nella sezione che un tempo si chiamava “miglior film straniero”. Non entro più di tanto nel merito della scelta, del resto passata di stretta misura, 4 voti a 3, troppo poco per poter parlare di un’indicazione convinta; anche se continuo a pensare che avrebbe avuto più senso puntare su una storia di forte impronta italiana, come “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, il mio preferito tra i 25 che si erano autoproposti, “Pinocchio” di Matteo Garrone, volendo “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo. I sette esperti convocati oggi all’Anica, e cioè Nicola Borrelli, Simone Gattoni, Paolo Genovese, Carlo Poggioli, Cristina Priarone, Gloria Satta, Baba Richerme, hanno pensato invece che “Notturno”, in concorso alla scorsa Mostra di Venezia ma snobbato dalla giuria, fosse il film giusto per partecipare al banchetto americano, portata invero minore. Vedremo se finirà almeno nella “shortlist” di dieci pre-Oscar. In questo caso potrà giocarsela.