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Pallottole in libertà. Ovvero la verità contro la menzogna

Yvonne è una giovane detective rimasta da poco vedova di un marito poliziotto considerato da tutta la comunità un eroe per il quale innalzare, addirittura, una statua. Yvonne ogni sera racconta a suo figlio di un padre forte, coraggioso e impavido. Celebra le sue lodi e lo descrive come un uomo integerrimo, un paladino della giustizia impegnato nella lotta contro la criminalità. Ben presto, però, il castello di Yvonne si sgretolerà in mille pezzi quando, per caso, verrà a sapere di quando, qualche anno prima, il marito è stato complice di una rapina in una gioielleria e, per colpa sua, il giovane orafo Antoine ha trascorso gli ultimi otto anni in carcere. Yvonne non può credere che i gioielli che indossa siano stati rubati e, in preda al panico, alla vergogna e all’incredulità, sceglie di aiutare Antoine, ormai uscito dal carcere, a riprendere in mano la sua vita.
La commedia diretta da Pierre Salvadori di per sé non è particolarmente brillante, ha alcuni colpi di scena, ma a tratti appare eccessivamente surreale e incoerente. D’altronde, uno dei temi del film è proprio la menzogna e gli equivoci che questa crea, si riflette inoltre su quanto sia sottile il confine tra bugia e verità e su quanto entrambi i concetti possano confondersi e cambiare dimensione a seconda delle circostanze; da qui anche l’idea di giustizia che, anziché essere un concetto assoluto, cambia accezione a seconda del punto di vista.
La messa in scena fa quasi pensare a un fumetto per ragazzi in cui bene e male si intrecciano con tanto di vignette e onomatopee sonore, ma non è così scontato chi sarà ad avere la meglio fino ad un epilogo in cui, magicamente, tutti i pezzetti torneranno al loro posto.
Nel complesso il film di Salvadori è abbastanza dinamico e l’azione rinvigorisce la narrazione, sebbene gli episodi spesso appaiano talmente poco credibili che finiscono con lo stancare a dispetto del tono ironico. Pallottole in libertà è un film caratterizzato da spunti interessanti, snaturato da un registro letterario che gli toglie spessore nel tentativo di alleggerirlo e confonde i generi pur restando una storia originale e dal finale inaspettato. Dal 30 maggio in sala.

Stefania Scianni

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