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Pepe Mujica. Un Kusturica tanguero racconta una vita suprema

Lo stretto legame tra politica ed identità nazionali, che da sempre caratterizzano i film di Emir Kusturica, questa volta cambia scenario, lascia i Balcani ed approda in Sud America, più precisamente, in Uruguay, per raccontare la vita suprema di Pepe Mujica mantenendo inalterato quell’alone di magia che connota il cinema del regista serbo. Presentato nella selezione ufficiale della 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Pepe Mujica – Una vita suprema è un film dedicato all’attivista politico, leader del Movimento di Partecipazione Popolare diventato Capo dello Stato nel 2010, sempre accompagnato dalla moglie-pasionaria Lucía Topolansky, dal suo maggiolino VW del 1987 e dal tango.

Nei panni di un “tanguero-regista”, Kusturica ci guida, a partire dalle scene iniziali in cui conversa con Mujica, come si fa tra amici con “spiriti affini”, nel ricordo idilliaco e magico di uno statista e non realizza un film utopico, ma un breve affresco (la pellicola dura pochissimo: appena un’ora) che omaggia un Presidente idealista, che ha speso tutta la sua vita per una politica antropica focalizzata sull’amore: per gli altri, per le donne e per la natura. Le sue adunate, i suoi comizi di piazza, mantengono sì i tratti di una politica populista, ma traboccano di umanità, come umano è Mujica quando coltiva i terreni e si abbraccia con la moglie: se fosse un quadro, la sua politica sarebbe facilmente rappresentata dall’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. Tutto nella politica di Pepe Mujica ruota intorno all’uomo e pone al centro l’uomo con i suoi sogni, le sue passioni e le sue speranze. Proprio in una recente intervista Pepe Mujica ha dichiarato che non si viene al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere, versione aggiornata della famosa terzina dantesca “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Ai fraterni incontri in cui Kusturica fuma insieme a Pepe Mujica, sostenitore tra l’altro della legalizzazione della marijuana, si alternano immagini di repertorio che ripropongono l’impegno politico dello statista: da prigioniero politico ad attivista sognatore. “Di tutti i rivoluzionari – come riportato sul press-book dallo stesso Kusturica – Mujica è quello di maggior successo. È un filosofo con una mente pratica. Il film racconta l’esperienza umana di un membro di un gruppo di guerriglia urbana avendo la calma e la saggezza per ripensare il mondo contemporaneo”. In sala dal 13 al 16 ottobre, distribuito da I Wonder Pictures.

Alessandra Alfonsi

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