“Piazza” non è soltanto un fresco e solare documentario diretto da Karen Di Porto su Piazza Giudea, situata nel ghetto ebraico di Roma, ma un’opera filmica sulla storia ebraica rievocata partendo proprio da una piazza, in questo caso quella Giudea.

Presentato in anteprima mondiale al SalinaDocFest nella sezione “Diaspore incontri e metamorfosi” e prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti, per la prima volta in un’opera in lingua italiana, i luoghi più tradizionali e simbolici della comunità ebraica, come appunto una piazza, vengono raccontati con un nuovo piglio: la regista, infatti, pur mantenendo sempre quello serioso, che ha connotato la narrazione di molti eventi ebraici luttuosi, utilizza, a tratti, uno più divertente contribuendo anche a fornire un nuovo volto del popolo ebraico. Non c’è il piglio ironico alla Woody Allen nel mostrare il mondo ebraico, ma la solarità e l’allegria romana alla Verdone.

Nel raccontare la piazza Giudea, la regista alterna interviste agli ebrei della comunità con immagini della Piazza del ghetto ebraico di Roma che fu creato nel 1555 grazie a Papa Carafa IV per assicurare una maggiore sicurezza alla comunità ebraica che in questo luogo si dedicava alla vendita di stracci e dove nel 15 ottobre 1943 fu realizzata una retata che condusse 1023 ebrei nel campo di sterminio di Auschwitz.

“Ho sempre sognato – così ha dichiarato la regista – di poter, attraverso la mia vicinanza, offrire uno sguardo vivido sulla realtà nella quale sono cresciuta e condividere l’amore che provo per i luoghi e le persone protagoniste di questo racconto”.

Alessandra Alfonsi