HIGHLIGHTS News

“Raccontami di me”: Anna Foglietta per il signor Doris

L’angolo di Michele Anselmi

“Cos’è: uno scherzo?” sgrana gli occhi Anna Foglietta alla sua solita maniera (ormai va sul sicuro, sia che reciti in “Perfetti sconosciuti” sia che faccia da “madrina” alla Mostra del cinema). Non è uno scherzo, nel senso che “Raccontami di me” si prende alquanto sul serio. Trattasi del cortometraggio “d’autore” che Banca Mediolanum, cioè Massimo Doris, ha commissionato all’agenzia Armando Testa: dieci minuti di film, per la regia di Laura Chiossone, con l’attrice romana protagonista della molto allegorica storia tutta al femminile.
Abbiamo tutti (o quasi) sfotticchiato lo spot turistico che Gabriele Muccino ha realizzato sulla Calabria; ma non ci va leggero nemmeno quest’altro, anche se il tono è più “magico”, calmo e meditativo, essendo diverso il mercato di riferimento.
Anna Foglietta incarna Bea Tommaselli, una bella 42enne che entra in un elegante locale milanese, “La Caffetteria”, con in mano un biglietto scritto a penna. Che cosa dice? Non lo sapremo neanche alla fine, bisogna andare sul sito della banca, alla voce “buoni consigli”. Un po’ smarrita e incredula, la donna si siede, ordina un caffè, si brucia la lingua assaporandolo troppo in fretta: aspetta qualcuno. Arriva, convocata dallo stesso biglietto misterioso, una ragazza di 23 anni, che pare Bea da giovane, infatti è proprio lei circa quattro lustri prima, incarnata da Paola Frasca.
“Io sono Bea” fa Bea ventenne. “Anch’io sono Bea” fa Bea quarantenne. Si guardano, sorridono, superano l’imbarazzo e parlano tra donne, raccontandosi ciò che è stato e ciò che sarà. Poi Bea giovane se ne va e arriva una donna anziana, con i capelli bianchi e uno sguardo simile: Bea da nonna, oltre vent’anni dopo, stavolta incarnata da Anita Zagaria. Bea di mezzo è stupita, si fa raccontare qualcosa, ma non troppo, dall’anziana sé stessa: s’intende sulla vita che deve ancora venire. Ma è tranquilla: “Sono stata consigliata bene”.
Un leggero clima da thriller esistenziale, un po’ come succedeva in film come “La scoperta dell’alba” dal libro di Veltroni e in “Tornare” di Cristina Comencini, alita sul cortometraggio. Immagino a suggerire, sia pure in una chiave meno drammatica, che siamo padroni del nostro destino se non perdiamo la capacità di stupirci, meravigliarci; e comunque Banca Mediolanum ti segue in ogni età della vita e si può stare tranquilli. Clicca qui per vedere il breve film di Laura Chiossone.

Michele Anselmi

Condividi quest'articolo