La seconda stagione di “Ragnarok” arriva su Netflix, questa volta facendo immergere maggiormente lo spettatore nei miti e nelle leggende nordiche attraverso una storia tutta ambientata nei giorni nostri. Nella prima stagione i due fratelli Magne e Laurits sono stati costretti, a causa del lavoro della madre, a tornare a Edda. Il piccolo paese tra le montagne della Norvegia – a discapito della prima impressione – si è rivelato un luogo pieno di vita, anche in quanto sede principale delle Jutul Industries, una delle più importanti aziende norvegesi.

Fin da subito in Magne si sono risvegliati i poteri della divinità nordica Thor, ma se nelle leggende norrene contro gli Dèi ci sono i Giganti anche nei giorni nostri questa lotta è destinata a continuare; infatti i giganti non si sono estinti, ma in quanto esseri immortali sono vissuti nel corso dei secoli, fino a diventare la ricca e potente famiglia Jutul. Nella prima stagione i contatti con questa dimensione magica erano più sporadici e tutto era maggiormente orientato su un piano realistico: gli Jutul con la loro industria hanno causato malattie ai dipendenti e inquinato l’acqua, ma chi ha scoperto questa verità è stato messo a tacere e nessuno voleva contrastare l’azienda. Nessuno tranne Magne, considerato da molti strano e creduto quasi un pazzo, mentre in realtà stava solo cercando di dimostrare cosa si celava sotto la ricchezza degli Jutul, diventando, tra numerose difficoltà, essenziale per questa lotta.

La lotta ambientale non scompare nella seconda stagione, ma assume una forma diversa, infatti è con queste nuove puntate che “Ragnarok” diviene una serie maggiormente orientata verso il genere fantasy: in altri ragazzi si risvegliano i poteri degli Dèi e Magne deve realmente comprendere cosa voglia dire avere la forza di Thor. Gli Jutul, i giganti, rappresentano una realtà industriale che ignora l’ambiente per il profitto. Magne, Thor, è la lotta per salvare la terra. Questa serie norvegese, creata da Adam Price, non si limita allo scontro Dèi e Giganti, ma esplora anche la realtà scolastica dei ragazzi, le prime vere amicizie e i primi amori, le difficoltà in famiglia e l’amore-odio tra i due fratelli, in una moderna versione di Thor e Loki. I ragazzi devono affrontare i problemi scolastici e i problemi di una società che pensa allo sviluppo senza un occhio di riguardo al futuro, il tutto attraverso poteri sconosciuti. “Ragnarok” è la giusta unione tra realtà e mitologia, che può interessare gli amanti del fantasy in cerca di qualcosa di diverso dal solito.

Jasmine Laudato