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Rai Cinema rosica un po’ e si dice “dispiaciuta”: 3 film, neanche un premio

L’angolo di Michele Anselmi

Il tono è friendly, ecumenico, però sotto bolle l’incazzatura furente. Rai Cinema aveva portato alla Mostra tre film in concorso, più altri quindici nelle vari sezioni, ma nessuno del terzetto che conta ha ricevuto un premio: non “Miss Marx”, non “Notturno”, non “Le sorelle Macaluso”. Sviste della giuria? Non direi, probabilmente, nonostante le molte stellette di alcuni critici italiani un po’ di manica larga, semplicemente non sono piaciuti. Capita ai festival di cinema. Eppure Paolo Del Brocco, capo di Rai Cinema, sente l’urgenza di far recapitare pochi minuti dopo la fine della cerimonia un lungo comunicato che trovate qui sotto per esteso.
Il cuore vero della presa di posizione? “I nostri tre film non sono stati considerati come forse meritavano”. Per questo, “pur consapevoli che i verdetti delle giurie vanno accettati con serenità, non possiamo non essere dispiaciuti e un po’ delusi”. Arriva pure la stoccata alla giuria, “la cui composizione probabilmente non includeva tutte le diverse forme del cinema”. Che cosa accidenti significa? Vi pare serenità, questa?
Nei fatti, sia pure con accenti diversi ma con l’aria di mandare un segnale alla Biennale, viene replicata in sedicesimo la famosa sfuriata di Giancarlo Leone, all’epoca amministratore delegato di Rai Cinema: nel 2003 il bel film “Buongiorno, notte” di Marco Bellocchio fu praticamente ignorato nel verdetto finale (solo un premietto di consolazione) per l’opposizione del presidente della giuria, Mario Monicelli, pure di uno dei giurati, Stefano Accorsi. Leone minacciò di non mandare più film di Rai Cinema alla Mostra, in tanti criticarono quella sortita nervosetta, incluso Nanni Moretti, poi nel giro di pochi giorni tutto si aggiustò. Succederà anche questa volta.

Michele Anselmi
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Paolo Del Brocco (amministratore delegato di Rai Cinema)
Grazie al Festival, al presidente della Biennale Roberto Cicutto e al direttore Alberto Barbera per aver sfidato le paure, in questo anno davvero singolare, e aver portato a compimento con un’organizzazione puntuale e in totale sicurezza un evento complesso come un festival internazionale. Questa edizione della Mostra rimarrà un esempio positivo in tutto il mondo e siamo soddisfatti di aver contribuito in maniera considerevole al suo successo – grazie alla quantità (ben diciotto titoli) e alla qualità dei nostri film – per mandare un segnale forte di fiducia per la ripartenza di tutto il cinema.
Siamo contenti per il premio al film “I predatori” di Pietro Castellitto, un riconoscimento importante per un giovane regista alla prima prova che lo incoraggia a proseguire sulla sua strada. Un premio che spinge anche Rai Cinema a continuare a investire energie e risorse a sostegno del nuovo cinema italiano.
Per contro, pur consapevoli che i verdetti delle giurie vanno accettati con serenità, non possiamo non essere dispiaciuti e un po’ delusi perché i tre film coprodotti da Rai Cinema presenti nel Concorso ufficiale – “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, “Notturno” di Gianfranco Rosi e “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante – non sono stati considerati come forse meritavano. Tre opere molto diverse tra loro, ognuna con uno stile e un’identità ben definite e una propria voce forte, originale e autentica, come è stato ampiamente riconosciuto dalla critica italiana e internazionale.
In particolare, dispiace che l’opera di Gianfranco Rosi, unica invitata eccezionalmente a partecipare ai maggiori festival internazionali – da Toronto a New York e Telluride, al London Film Festival, a quello di Tokio e Busan – accolta dal pubblico con 10 minuti di applausi, e quasi l’unanimità di consensi della critica e della stampa delle più prestigiose testate internazionali e italiane, non sia riuscita ad arrivare al cuore di questa giuria la cui composizione probabilmente non includeva tutte le diverse forme del cinema.
Le nostre congratulazioni infine a Pierfrancesco Favino, un attore straordinario che è da sempre nei nostri cuori.

Nella foto: Del Brocco fotografato alla Mostra con Gianfranco Rosi

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